Vedānta

Click to play the chant

Trattati

Le cinque gemme dell’Advaita

Iniziamo la sezione dedicata ai lettori occidentali del Veda Vyāsa Maṇḍala con la traduzione delle “Cinque Gemme dell’Advaita”, breve poema di Śaṃkarācārya. Il poema è corredato dal commento di Svāmī Satcidānandendra Sarasvatī, uno dei massimi esponenti dell’Advaita Vedānta del XX secolo.

Il Serpente e la Corda

Il libro di Gian Giuseppe Filippi, che qui pubblichiamo, vuole essere una introduzione al concetto di conoscenza (jñāna) secondo l’Advaita Vedānta risalente direttamente alla linea tradizionale di Śaṃkarācārya. Il libro è diviso in due parti: nella prima parte è esposto in temini piani in che modo la conoscenza rappresenti non soltanto la dottrina (siddhānta), ma anche il metodo stesso della via iniziatica vedāntica (sādhanā). La seconda parte consiste in una traduzione commentata del breve trattato Tattvamasi di Śaṃkarācārya.

Alcune precisazioni sul metodo dell’Advaita

I due articoli di D. K. Aśvamitra che qui appaiono sono finalizzati alla messa a punto di alcuni particolari riguardanti il metodo advitīya di più difficile comprensione per il lettore occidentale, poco avezzo alle forme dharmiche della tradizione. Nello sviluppo della tematica l'attenzione si sposta poi ai risultati realizzativi del metodo diretto (sākṣāt sādhana) in comparazione con quelli prodotti da un metodo indiretto fondato sull'azione (kratutantra)

Mithyā Vinaśana – La distruzione della falsa conoscenza

Serie di articoli che dimostrano come l’osservazione del mondo libera da pregiudizi offra i mezzi per rimuovere la falsa conoscenza (ajñāna).

La Via della Conoscenza e le altre Vie

L'articolo Meditazione sul simbolo e Contemplazione dell’Assoluto di G.G. Filippi, apparso su questo sito il 29 Agosto 2018, ha stimolato diverse richieste di chiarimenti da parte di alcuni lettori. Ciò che li ha sorpresi particolarmente è l'affermazione per cui le vie iniziatiche della conoscenza non suprema (aparavidyā) non siano abilitate a condurre alla Liberazione in vita, ma che esse, come loro fine ultimo, possano al massimo condurre i jīva fino al Brahma loka durante la permanenza nei prolungamenti postumi dell'attuale individualità. Da ciò ne deriva la necessità, per coloro che presentano qualifiche superiori, di ricercare un maestro adepto della via della Conoscenza suprema, al fine di realizzare la Libertà assoluta. Ciò nonostante, il percorso attraverso una via del non-Supremo, compiuto nella presente vita o in esistenze precedenti, deve essere considerato ineludibile per ottenere quella purificazione mentale necessaria alla comprensione della conoscenza suprema. Per fornire i chiarimenti richiesti sull'argomento, pubblichiamo una breve serie di articoli tratti dalle opere di Śrī Śrī Svāmī Satcidānandendra Sarasvatī Mahārāja.

L’autentica dottrina di Śaṃkara sull’avidyā

Pubblichiamo a puntate l'importante libro L’autentica dottrina di Śaṃkara sull’avidyā (Avidyā Śaṃkara Siddhānta) di Svāmī Satcidānandendra Sarasvatī Mahārāja, in cui si espone la corretta dottrina advitīya sull'ignoranza. Svāmījī in questo testo si è dedicato a una critica serrata di tutte le imprecisioni o distorsioni che si sono prodotte sull'argomento nel corso dei secoli e che hanno trovato terreno particolarmente favorevole nell'ultimo secolo e mezzo. Di non facile lettura, rivolto a discepoli maturi, questo libro è uno strumento indispensabile per fare chiarezza e indurre a discriminazione sugli innumerevoli errori d’interpretazione e sulle deviazioni prodotte dalla teoria dell'ignoranza radicale, mulāvidyā, in cui spesso inciampano inconsapevolmente i cercatori della realtà metafisica.

Il post mortem dei sādhaka secondo la dottrina di Śaṃkarācārya

In questo libro Gian Giuseppe Filippi descrive la dottrina di Śaṃkara che riguarda i destini postumi degli iniziati alle vie che procedono dalla conoscenza del non-Supremo. Il breve trattato è diviso in due parti: la prima descrive il riavvolgimento delle facoltà individuali durante il processo di morte e le due susseguenti vie postume, il pitṛyāṇa e il devayāna e i mondi (loka) a cui conducono. Le argomentazioni di questa parte sono rigorosamente fondate sui Prasthāna Traya dell’Advaita Vedānta. La seconda parte consiste nella traduzione annotata del Brahma Sūtra Śaṃkara Bhāṣya (IV.3.7-IV.4.22) che tratta di quei jīva che hanno raggiunto il Brahmaloka e di quali fra essi possono realizzare la Liberazione (krama mukti), mentre altri, invece, dovranno trasmigrare a un nuovo kalpa. Si tratta di un’opera che colma una grave mancanza di dati o che corregge tutta una serie di confusioni prodotte in Occidente dalla non discriminazione tra i destini degli iniziati e quelli dei profani.

La dottrina Advaita dell’Avatāraṇa

Alcuni lettori hanno manifestato la loro sorpresa circa l’articolo, pubblicato su questo Sito, intitolato Perché gli Avatāra si manifestano solo in India? scritto dall’Abhinava Śaṃkara Svāmī Karapātrījī. La ragione di tanto indignato stupore è dovuta alla loro scarsa e faziosa conoscenza del sanātana dharma. Infatti costoro non rivolgono a se stessi la domanda su perché mai i profeti si rivelino soltanto in ambiente semitico; una indagine in questo senso potrebbe indurli a comprendere l’abisso che separa la concezione dell’avatāra da quella degli individui che sono inviati a una comunità dalla volontà di un Dio personale, al fine di fondare una nuova religione o per correggerne una precedente. La dottrina metafisica del Vedānta sull’avatāraṇa, invece, è del tutto libera da implicazioni saṃsāriche ed è un metodo per raggiungere il mokṣa. A conclusione, saranno raddrizzate alcune concezioni errate che oggi impediscono di avere una conoscenza esatta su questo e altri argomenti.

Introduzione alla Māṇḍūkya Upaniṣad

Presentiamo ai lettori una trilogia introduttiva alla Māṇḍūkya Upaniṣad, tratta dagli insegnamenti diretti del maestro di Advaita Śrī Śrī Svāmī Prabuddhānanda Sarasvatī Mahārāja. L’approccio dottrinale risponde a una prospettiva elevatissima che, anche se espressa in termini semplici e piani, non è di facilissima lettura e richiede una particolare attenzione ed elasticità intellettuale. Poiché lo scritto è la fedele trasposizione di insegnamenti orali, la forma non apparirà certamente letteraria. Le ripetizioni che vi si riscontrano, tuttavia, corrispondono al fine volutamente didattico per stimolare śrāvaṇa nel discepolo.

Articoli

Conoscenze empiriche e Conoscenza vedāntica

Questo articolo s’ispira agli insegnamenti trasmessi da Śrī Śrī Svāmī Satcidānandendra Sarasvatī Mahārājajī per il tramite di Śrī Śrī Svāmī Prakāśānandendra Sarasvatī Mahārājajī. Jaya Gurudeva, Oṃ Guru Devaya Namaḥ! Le affermazioni upaniṣadiche “Brahmai vedam viśvam, Questo universo è solo Brahman” (Muṇḍaka Upaniṣad, II.2.11) e “Ātmai vedam sarvam, Tutto questo è solo Ātman” (Nṛsiṃhottaratāpanīya Upaniṣad, VII) dichiarano che il mondo che percepiamo con i sensi è solo il Brahman-Paramātman.

Download PDF

Il metodo adhyāropāpavāda dell’Advaita Vedānta

Brahman, ossia la Realtà assoluta priva di qualsiasi attributo che possa determinarla, non può essere espresso come se fosse un oggetto né con parole né con pensieri della mente. Infatti tutte le relazioni che riguardano soggetto e oggetto (grāhagrāhakbhāva) e quelle che si riferiscono a qualsiasi azione, agente e risultato dell’azione (kriyākārakaphalabhāva), sono essenzialmente l’unico Ātman.

Download PDF

Meditazione sul simbolo e Contemplazione dell’Assoluto

A richiesta di diversi lettori, pubblichiamo un articolo che chiarisce quali siano le somilianze e le differenze tra la meditazione sul simbolo e la contemplazione dell'Ātman, nella pratica, nella portata e nei fini da raggiungere.

Download PDF

Commento a Bhagavad Gītā II.23-25

Pubblichiamo un insegnamento del maestro di Vedānta Śrī Śrī​​ Prakāśānandendra Sarasvatī Svāmījī, continuatore dell'insegnamento di Śrī Śrī​​ Svāmī Satcidānandendra Sarasvatī Mahārājajī, espressamente dedicato alla pubblicazione su questo Sito: ​ Brahman, ossia la Realtà assoluta priva di qualsiasi attributo che possa determinarla, non può essere espresso come se fosse un oggetto né con parole né con pensieri della mente. Infatti tutte le relazioni che riguardano soggetto e oggetto (grāhagrāhakbhāva) e quelle che si riferiscono a qualsiasi azione, agente e risultato dell’azione (kriyākārakaphalabhāva), sono essenzialmente l’unico Ātman.

Download PDF

Commento a Bhagavad Gītā II.57-61

La prima caratteristica del jñāni, descritta in questi śloka, è che egli è libero da tutto ciò che è vyavahāra. In sanscrito le funzioni della mente, della parola e del corpo, prese tutte assieme, sono chiamate vyavahāra. Tutti i pensieri e tutte le azioni messi assieme compongono il vyavahāra. Bisogna però distinguere il laukika vyavahāra, vale a dire quello mondano e ordinario, da quello definito vaidika vyavahāra, quello vedico e sacro. Con laukika vyavahāra s’intendono i pensieri dell’uomo ordinario e le azioni ispirate da quei pensieri.

Download PDF

Why do the avatāras manifest themselves exclusively in India?

We are pleased to publish an article of the paramguru of Vedānta and Śrī Vidyā, Śrī Śrī Svāmī Hariharānanda Sarasvatī “Karapātrījī”, known as "Dharma Samrāṭ", Emperor of the Dharma. ​ Herein the following reflexion arises: doeth the Lord descends into the world to protect the dharma only in India or likewise in other parts of the world? And if He descends only in India, how can He be the Lord of everything? He is the controller and the fulcrum of the whole universe. His function is to eliminate from the entire universe the filth of perversion and re-establish virtue. That is, stopping the decadence of dharma and the rise of adharma, the principles of the universal law are restored, the sages are protected and the evil destroyed.

Download PDF

Perché gli Avatāra si manifestano solo in India?

Siamo compiaciuti di pubblicare un articolo del paramguru di Vedānta e Śrī Vidyā, Śrī Śrī Svāmī Hariharānanda Sarasvatī “Karapātrījī”, conosciuto come "Dharma Samrāṭ", Imperatore del Dharma. ​ Qui sorge la seguente riflessione: il Signore discende nel mondo per la protezione del dharma, solamente in India oppure anche in altre parti del mondo? E se egli scende solo in India, come può essere il Signore di tutto? Egli è il controllore e il fulcro di tutto l’universo. La sua funzione è quella di estrarre l’universo intero dalla lordura della perversione e ristabilire la virtù. Cioè, fermando la decadenza del dharma e l’incremento dell’adharma, è necessario che i principi della legge universale siano ristabiliti, che i saggi siano protetti e le malvagità annullate.

Download PDF

Il Principio Gaṇapati

Gaṇapati Tattva è il Principio supremo, nella sua totalità (pūrṇa paramatattva), che governa l’intero universo (jagat). Infatti Gaṇapati è il signore dei gaṇa. La parola gaṇa indica un gruppo, un insieme, una molteplicità: “La parola gaṇa è detta avere il significato di gruppo/insieme.” Si definisce Gaṇapati come l’Ātman supremo che sostiene la molteplicità [delle cose esistenti]. Si definisce Gaṇapati anche come il Signore degli dèi, ecc.

Download PDF

Avidyā e Māyā

Si sa che l’unico insegnamento delle Upaniṣad è che la Realtà è il Tutto unico senza secondo e che quella Realtà è chiamata Brahman, Principio più grande di qualsiasi grandezza, non essendo limitato da nulla. Esso è anche chiamato Ātman, perché è il vero Sé di ogni cosa e di ognuno di noi. Il così detto Universo, com’è inteso dalla gente, è solo un’apparenza. In altre parole, l’Universo è ignoranza (avidyā) e la verifica che esso è proprio così è conoscenza (vidyā).

Download PDF

Discriminazione tra Kāma e Mumukṣā

Śrī Śrī​​ Prakāśānandendra Sarasvatī Svāmījī, ha tenuto questa upadeśa a tre discepoli in Bengaluru il 27.11.2017. L'insegnamento a scopo di śrāvaṇa ha l'andamento tradizionale: le ripetizioni sono intenzionali e metodiche. ​ In ogni jīva c’è il desiderio naturale di essere felice. Infatti i desideri del jīva da realizzare in questa vita o nell’aldilà non sono motivati da nulla di diverso dal desiderio di mokṣa. Istintivamente il jīva non vuole rimanere così com’è, perché si sente limitato dal fatto d’essere un agente (kartā) e un fruitore (bhoktā): vuole liberarsi da questi attributi per essere felice, ma non riconosce la vera natura di questo desiderio istintivo. Però il desiderio vero è l’aspirazione alla Liberazione.

Download PDF

Vedānta vicāra sullo stato di sogno

Per il soggetto (viṣayin), il mondo (prapañca) è oggetto (viṣaya) d’indagine e di esperienza. Con mondo s’intende la totalità dei cinque elementi (adhibhūta) che danno realtà al sole, alla luna, alle stelle, alla nostra terra (bhūmi), nonché a tutti gli avvenimenti che si possono osservare con i cinque sensi mentre si sviluppano nelle coordinate di tempo e spazio. Il mondo, nella descrizione che ne dà Śaṃkara commentando la Māṇḍūkya Upaniṣad (II), è dunque il dominio di Viraṭ, la proiezione grossa (sthūla) di Hiraṇyagarbha, che si identifica così all’etere (ākāśa), principio onnipervadente della manifestazione grossolana.

Download PDF

La Realtà cosciente oltre i tre stati

Negli śāstra sono menzionati diversi tipi e livelli di liberazione (mukti); vi si descrivono le diverse azioni rituali (karma) e le meditazioni (upāsanā), cioè il metodo (sādhana) per ottenerli. Tuttavia, riflettendo sul significato degli śāstra,si evince che l’uso della parola liberazione è metaforico, traslato (aupacārika), nei vari stati descritti come risultanti dal karma e dalle upāsanā scritturali; in realtà la Liberazione è nirupacarita,non raggiungibile [tramite karma e upāsanā], è Identificazione Assoluta (kaivalya).

Download PDF

Citta

Distinzione tra la mente e la Coscienza: il breve saggio è la traduzione della risposta orale fornita dal Jagatguru Śaṃkarācārya Svāmī Niścalānanda Sarasvatī Mahārāja a un pellegrino durante un pubblico darśana. La domanda concerneva il tema: "Come può la mente (citta) essere impura?"

Download PDF

Omnipotence of Brahman

Some readers have kindly asked for some clarifications regarding the absolute Reality of Supreme Brahman and what they call the 'relative reality' of the non-Supreme. In order to clarify the true advitīya doctrine in this regard, we publish two brief illuminating chapters of Pūjya Satcidānandendra Sarasvatī Svāmījī (Articles and Thoughts on Vedānta by Śrī Satcidānandendra Sarasvatī Svāmījī, Holenarasipura, APK, 2016, chs. 24, 17).

Download PDF

L’Onnipotenza di Brahman

Alcuni lettori ci hanno cortesemente richiesto alcuni chiarimenti riguardanti la Realtà assoluta del Brahman Supremo e ciò che definiscono ‘realtà relativa’ del non-Supremo. Per fare chiarezza sulla vera dottrina advitīya a questo riguardo, pubblichiamo questi due brevi illuminanti capitoli di Pūjya Satcidānandendra Sarasvatī Svāmījī (Articles and Thoughts on Vedānta by Śrī Satcidānandendra Sarasvatī Svāmījī, Holenarasipura, APK, 2016, chs. 24, 17).

Download PDF