Dall’Ordine al Caos

(Autori Vari)

Introduzione

Tre maestri di Vedānta śaṃkariano,in occasioni diverse e in diverse località indiane, ci avevano chiesto di scrivere una serie di articoli sulle tradizioni che si erano succedute in Occidente. Soprattutto desideravano che spiegassimo loro le ragioni per le quali, allontanandosi da ogni attitudine tradizionale, da diversi secoli l’Occidente fosse diventato tanto aggressivo nei confronti delle civiltà altrui. Lo scopo dell’aggressività militare di conquista e di quella economica di sfruttamento era loro sufficientemente chiaro, essendo motivato da ragioni di rozza cupidigia.Quello che riusciva incomprensibile alle autorità iniziatiche dell’induismo era il movente dell’attività missionaria, specialmente di quella delle differenti confessioni cristiane.

1. Religione e Dharma

Il termine Religione deriva dal latino Religio, ed è composto da due radici diverse, res, “cosa” e il verbo ligo, “legare”. In questo contesto non è chiaro quale possa essere il vero significato di res. Sembra che in res, così impiegato, rientrino tutti i cittadini e i beni pubblici inclusi nell’apparato statale. Lo Stato era infatti considerato un’entità sacra, le cerimonie pubbliche erano rituali e nel servizio pubblico si espletava una funzione sacerdotale. I contatti con gli Dei erano per lo più mantenuti attraverso lo Stato, le funzioni pubbliche e le magistrature statali.

2. Esoterismo ed essoterismo

Nell’articolo “Religione e Dharma” abbiamo descritto le principali differenze tra questi due concetti. Tuttavia, c’è un altro aspetto che disgiunge nettamente le religioni occidentali dal Dharma hindū: in quest’ultimo, a ogni livello sociale e intellettuale è ben presente l’idea di mokṣa (la Liberazione), il quarto e supremo scopo della vita umana (puruṣārtha). E perciò ciascun hindū è consapevole che mokṣa significa Liberazione dalla schiavitù della trasmigrazione (saṃsāra).

3. Iniziazione e misticismo

Il significato della parola “iniziazione” esprime correttamente il significato del termine sanscrito dīkṣā. Deriva dal latino initiatio che indica l’accettazione rituale di un discepolo in un’organizzazione iniziatica, nota come Mysterium

4. Filosofia

Nella Grecia arcaica, chiunque non fosse soddisfatto dei risultati limitati della pratica essoterica, poteva rivolgersi a un santuario per ricercare l’iniziazione ai Misteri. In quella sede il mistagogo preparava ritualmente l’aspirante all’iniziazione, prescrivendogli purificazioni, digiuni e altre ritualità preliminari.

5. L’approccio storico

Con i precedenti articoli abbiamo cercato di fornire ai lettori di tradizione hindū gli strumenti critici necessari per comprendere la situazione generale della civiltà occidentale; lo studio di aspetti e di periodi storici specifici sarà affrontato nei contributi che seguiranno. Acquisendo queste informazioni, i nostri lettori saranno in grado di sciogliere gli intricati nodi che rendono la civiltà occidentale così difficile da capire per lo spirito tradizionale.

6. L’Età dell’Oro: gli Iperborei

C’è una “Terra Santa” per eccellenza che è il prototipo di tutte le altre. Questo centro spirituale a cui sono soggette tutte le altre “terre sacre” è la sede della Tradizione Primordiale o Sanātana Dharma, da cui ogni Tradizione, a forma dhārmika o religiosa, deriva adattandosi a condizioni di tempo, luogo e generazione di umanità.

7. Atlantide: l’inizio della Civiltà occidentale (I)

Il poeta greco Esiodo è stato il primo a trasmettere le informazioni più importanti sull’antica mitologia occidentale. Scrisse che durante l’Età dell’Oro gli uomini vivevano senza soffrire angoscia, miseria e vecchiaia e si nutrivano dei frutti che la terra offriva spontaneamente in abbondanza. Gli esseri umani nascevano direttamente dalla terra e senza alcuna generazione sessuata

8. Atlantide: altre fonti (II)

Platone ci informa che per gli Atlantidi la vittima sacrificale preferita era il toro. Nella mitologia greca1, il sacrificio del toro è stato stabilito durante l’Età del Bronzo dal Titano Prometeo, fratello di Atlante. Il sacrificio del toro accomuna gli Atlantidi a diverse popolazioni del bacino del Mediterraneo dove navigavano, avevano colonie, commerci e dove alcuni di loro fuggirono dopo il cataclisma, diffondendo la loro discendenza e assicurando così la sopravvivenza della loro Tradizione.

9. La civiltà greca: il lato oscuro (I)

Prima di affrontare il tema della civiltà greca antica e della sua religione, proponiamo alcune note per spiegare le sue caratteristiche generali. Iniziamo ad esporre alcuni aspetti del lato oscuro di questa civiltà che evidenziano la sua matrice atlantidea. Questa premessa è tanto più necessaria se si considera che questi tratti distintivi hanno influenzato negativamente l’intera civiltà occidentale fino ai tempi odierni.

10. La Civiltà greca: il lato luminoso (II)

Quello che corrisponde al “lato luminoso” della civiltà greca è il risultato di evidenti raddrizzamenti dovuti all’influenza iperborea su questa società di origine atlantidea. Gli antichi storici greci raccontano infatti di varie e misteriose visite compiute in Grecia da emissari iperborei provenienti dal nord.

11. La Civiltà greca: il lato luminoso (III)

Esoterismo, i misteri: da tempo immemorabile l’esoterismo, il dominio iniziatico, nell’antica Grecia aveva assunto la forma dei Misteri. Come già spiegato nel terzo articolo (Iniziazione e Misticismo), Mistero significa qualcosa di incomunicabile e myste, l’iniziato, ha lo stesso significato e origine etimologica di muni, colui che rimane in silenzio.

12. Pitagora

Pitagora Pitagora nacque nel 570 a. C. a Samo, la più orientale fra le isole greche, importante sito di scambi commerciali e culturali. Dato che le sue opere sono andate perdute, le informazioni sulla sua vita e sui suoi insegnamenti provengono da autori successivi che hanno trasmesso ciò che avevano appreso su di lui, per lo più attraverso le tradizioni orali e alcuni testi scritti che col tempo andarono poi anch’essi perduti.

13. Platone

Platone Platone (428/427 a. C.) nacque ad Atene da un’illustre famiglia nobile: suo padre era discendente di Codro, l’ultimo re di Atene, e sua madre di Solone; pertanto ricevette una raffinata educazione aristocratica. Aveva Socrate come insegnante e nelle sue opere ne espose il pensiero e ne descrisse la personalità. Tuttavia, Socrate non può essere considerato il vero dīkṣāguru di Platone, perché rifiutò sempre di essere iniziato ai Misteri.

14. L’Iliade

A conclusione di questa serie di articoli riguardanti l’antica Civiltà Greca trattiamo brevemente dei due poemi epici che di fatto divennero i Libri sacri di quei popoli. Si può affermare che la letteratura greca iniziò nel VIII secolo a.C. proprio con questi due componimenti epici, l’Iliade e l’Odissea, attribuiti a un poeta cieco di nome Omero di cui abbiamo poche e frammentarie notizie. Probabilmente era nato a Chio, dove una compagnia di bardi (sskrt. kavi), chiamata “Omero”, era stata attiva per molti secoli.

15. L’Odissea

L’Odissea Il secondo Poema di Omero, l’Odissea (Ὀδύσσεια, leggi Odỳsseia), racconta i viaggi per mare di Ulisse (Ὀδυσσεύς, leggi Odyssèus), l’eroe greco che dopo la distruzione di Troia cercò di far ritorno al suo regno, l’isola di Itaca.

16. I Neoplatonici

Nel 337 a.C. Filippo II, Re di Macedonia, s’impadronì di tutta la Grecia, affrancandola dal dominio persiano. La Macedonia era un piccolo regno situato a nord della Grecia e considerato dagli Elleni come un paese barbaro; ma la grande forza militare e la perizia amministrativa della sua dinastia regnante portò la Macedonia a diventare in breve un impero immenso. Alessandro Magno, figlio di Filippo II, sconfitti i Persiani e gli Egiziani, conquistò tutti i territori compresi tra la Grecia, il fiume Nilo e l’Indo.

17. Gnosi e gnosticismo

Nella lingua greca antica, con gnosi (γνῶσις, leggi gnòsis) si intendeva la conoscenza acquisita attraverso il percorso del sentiero iniziatico dei Misteri. La parola è correlata al termine sanscrito jñāna sia per l’etimo sia per il senso, dunque, era considerata sinonimo di sophia (σοφία, leggi sofìa), “saggezza” o “sapienza”. La gnosi era anche contraddistinta dal metodo intellettuale e discriminatorio usato per raggiungere questa saggezza, e in tal senso, può essere ben resa in sanscrito dal termine Brahmavidyā. Lo Gnostico (γνώστης, leggi gnòstes, sskrt. jñāni) era perciò un uomo che veniva preparato teoricamente con la filosofia e, dopo essere stato iniziato ai Misteri, poteva raggiungere la vera conoscenza attraverso l’indagine intellettuale (jñānaśakti vicara) piuttosto che attraverso sacrifici, rituali o devozione.

18. Le origini di Roma

Quando i Greci conquistarono e distrussero Troia con il fuoco, Enea fuggì portando con sé sia le immagini delle Divinità protettrici della città sia i simulacri degli antenati. Dopo aver attraversato il mare tra mille pericoli, il principe troiano sbarcò sulle rive del Lazio, una regione dell’Italia centrale.

19. Roma: dal regno all’Impero

Alle origini Roma fu governata da sette Re che costituiscono il trait d’union fra la realtà mitica e il divenire storico; per tal motivo queste figure emblematiche sono paragonabili, sotto diversi aspetti, ai sette Manu purāṇici dell’India, poiché ognuno di loro ha dotato lo Stato d’una sua legislazione. Questi governanti ricordano anche i sette ṛṣi2 e i sette pianeti corrispondenti alle diverse scienze che si sono sviluppate durante i loro regni. L’ultimo re, Tarquinio il Superbo, è passato alla storia per la crudeltà della sua tirannia e per questo motivo il Senato e il popolo romano si sollevarono e lo bandirono dalla città.

20. La Tradizione Celtica

Con il nome di Celti, s’identifica un gruppo di tribù che intorno al 1000 a.C. discesero dal nord e si diffusero in Scozia, Inghilterra e Irlanda e da lì, in buona parte dell’Europa continentale. Il nome di questo gruppo etnico deriva da quello della casta sacerdotale che le aveva accomunate con la sua dottrina. Celt, come Caldeo e Culdean era quindi il nome della loro classe sacerdotale pre-druidica. I greci ritennero che questo termine derivasse dalla radice KEL (κελ) che significa “misterioso”, “occulto”.

21. Le religioni semitiche

I Sumeri arrivarono nella Mesopotamia meridionale (l’attuale Iraq) intorno al 4000 aC. Secondo le loro fonti scritte, arrivarono via mare dall’Oriente. Le popolazioni che hanno trovato in quell’area e che hanno sottomesso erano il ramo semitico dei popoli del mare, che abbiamo già trovato come eredi della civiltà degenerata di Atlantide.

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22. Le origini del Cristianesimo

Come è stato scritto nel capitolo precedente, la Bibbia degli ebrei si identificava con la Legge (Tōrāh), composta da cinque Libri (Πεντάτευχος, Pentàteucos) attribuita a Mosé, ma certamente elaborata subito dopo il ritorno in Israele, ossia dopo il 520 a.C. Più tardi, a questo nucleo iniziale, si aggiunse una nuova parte chiamata Profeti: questi capitoli, scritti attorno al III secolo aC sono dedicati alle predicazioni e alle imprese dei profeti (Nevi’ìm).

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23. Gesù il Cristo

L’uso popolare ha fatto del binomio Gesù Cristo una sorta di nome e cognome. Nulla di più errato: Cristo in greco significa “Re unto”. Si tratta dunque della esatta traduzione del termine ebraico Messia (Ebr. māšīāḥ), e questo ci indica con precisione quale fosse la funzione di Gesù agli occhi dei suoi discepoli. Il Re che diventava tale per ereditarietà o per acclamazione, doveva essere confermato da parte dei sacerdoti del Tempio per mezzo del rito dell’unzione: Nel Tempio era conservata una ampolla di olio consacrato che era usata per “ungere” la testa di ogni persona che fosse nata nella tribù sacerdotale di Levi per dedicarsi al culto del loro Dio come sacerdote (Ebr. kohen).

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24. Come il cristianesimo divenne una religione autonoma dal Giudaismo

La domenica di Pasqua alcuni discepoli si recarono a visitare il sepolcro di Gesù e lo trovarono vuoto. Il corpo era sparito, lasciando soltanto le bende con cui era stato avvolto. In questo modo i discepoli proclamarono la resurrezione del Cristo dal regno della morte. Essi affermarono che questo miracolo, unico nella storia dell’umanità, era il segno di un rinnovato legame tra Dio e gli uomini: la nuova alleanza.

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25. Dopo la resurrezione

Come abbiamo già affermato, gli occidentali sono ossessionati dal divenire temporale. Per questa ragione sono incapaci di considerare i fatti per quello che sono. Li devono considerare solamente nella prospettiva storica, come se la storia fosse capace di spiegarne il significato. La parte ebraica della Bibbia, l’Antico Testamento è la storia del popolo ebraico e la parte cristiana della Bibbia, il Nuovo Testamento, è la storia di Gesù e dei suoi discepoli diretti. Gli avvenimenti che seguirono la morte e la sepoltura di Gesù sono molto enigmatici.

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26. Il primo secolo del Cristianesimo

Come abbiamo già affermato, gli occidentali sono ossessionati dal divenire temporale. Per questa ragione sono incapaci di considerare i fatti per quello che sono. Li devono considerare solamente nella prospettiva storica, come se la storia fosse capace di spiegarne il significato. La parte ebraica della Bibbia, l’Antico Testamento è la storia del popolo ebraico e la parte cristiana della Bibbia, il Nuovo Testamento, è la storia di Gesù e dei suoi discepoli diretti. Gli avvenimenti che seguirono la morte e la sepoltura di Gesù sono molto enigmatici.

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27. La separazione di esoterismo ed essoterismo nella Chiesa primitiva

Nelle epistole, San Paolo dimostra una buona conoscenza delle dottrine misteriche elleniche. In particolare, come i pitagorici e i platonici, egli distingueva nell’aggregato umano tre livelli: il corpo grossolano (ὕλη, hyle, lett. la sostanza), l’anima (ψυχή, psykhé) e lo spirito (πνεῦμα, pnéuma). In questo modo, secondo la preponderanza d’un livello sugli altri, suddivideva gli esseri umani in tre categorie: carnali, psichici e pneumatici (I Corinzi, 15, 44).

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28. L’Impero Romano e il Cristianesimo

Come è stato descritto nel capitolo XIX di questa serie, l’Impero Romano, come istituzione, fu una gerarchia iniziatica che si sovrappose alla Repubblica, senza alterare la struttura di quest’ultima. L’Imperatore era il capo supremo dell’esercito e, allo stesso tempo, era il Gran Maestro delle iniziazioni cavalleresche. Tuttavia solamente un patrizio poteva essere Imperatore e, come tale egli era anche capo della gerarchia iniziatica sacerdotale e della gerarchia del sacerdozio esteriore. Il primo magistero corrispondeva a Rex Sacrorum, Re di ciò che è sacro, come per esempio i sacrifici; la seconda carica era quella di Pontifex Maximus…

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29. Il Diluvio e l'Arca

Le popolazioni barbare che fuggivano davanti alla spinta degli unni provenienti da Oriente, cercarono rifugio presso le province romane più occidentali. In questo modo l’Impero Romano d’Oriente soffrì molto meno delle invasioni da parte dei popoli anglosassoni. Per l’Impero Romano d’Occidente le invasioni barbariche rappresentarono un vero diluvio universale, un pralaya che concluse il glorioso ciclo storico del dominio romano, durato per più di dodici secoli. Le invasioni furono rovinose: la splendida civiltà latina fu stroncata, le città devastate e date alle fiamme, la popolazione sterminata, le case, i templi, le chiese, i palazzi saccheggiati.

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30. La seconda conversione dell’Europa al Cristianesimo

Maewyin Succat, più tardi noto come S. Patrizio, nacque intorno al 385 in Britannia. Suo padre Calpurnio era un patrizio romano e sua madre Conchessa una britanna di famiglia sacerdotale druidica. A sedici anni fu rapito da pirati scoti, e portato in Irlanda. Nel periodo di prigionia egli rimase affascinato dalla verde isola e dai suoi fieri abitanti.

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31. I Franchi e Carlo Magno

I Franchi si distinguevano per abilità guerriera e strategica, e non solamente per il coraggio e la spietatezza tipica degli altri popoli barbari di stirpe germanica. Tacito li nomina per la prima volta e li colloca in quella regione che oggi corrisponde al Belgio, Olanda e Renania. Per tutto il periodo compreso tra il II e il IV secolo d.C. i Franchi, ripetutamente, premettero sulla frontiera gallo-romana, riportando spesso successi militari avendo appreso rapidamente dai loro nemici Romani le raffinate arti della guerra.

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32. Il Sacro Romano Impero

Con l’incoronazione di Carlo Magno, non soltanto l’Impero Romano riaffiorava alla superficie delle acque diluviali delle invasioni barbariche, ma anche il titolo di Imperator che designava il capo dell’organizzazione iniziatica militare romana. Come si è letto nei capitoli che precedono, Augusto aveva fondato l’Impero, sovrapponendo alle istituzioni della Repubblica la struttura iniziatica degli equites romani, senza con questo abrogarle. Il capo delle gerarchie iniziatiche cavalleresche assumeva così direttamente ad interim il potere supremo dello Stato che le istituzioni politiche esteriori non erano state più in grado di esercitare.

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33. Il Feudalesimo e la Cavalleria

Carlo Magno (742-814) iniziò a strutturare l’Impero sulla base dell’organizzazione iniziatica militare romana, compito che fu portato a termine dall’Imperatore Enrico II il Santo, della dinastia di Sassonia (978-1024). La società fu divisa in quattro classi sociali: i sacerdoti, i nobili, gli uomini liberi e i servi. I monaci non erano compresi nel clero, essendo considerati al di fuori e al di sopra delle divisioni della società cristiano-latina.

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34. Crisi dell’Impero carolingio e nuove invasioni barbariche

Dovremo ora dedicare alcune pagine alla storia, necessarie per spiegare le grandi modifiche che precedettero il crollo della Tradizione in Occidente. Carlo Magno divise i suoi domini in tre parti, seguendo i costumi dei sovrani franchi che lo avevano preceduto. Al figlio Pipino (o Carlomanno) aveva lasciato il Regno d’Italia, che comprendeva tutti i domini già appartenuti ai Longobardi, ai Bizantini, oltre al Patrimonio di S. Pietro e al Regno di Burgundia, suoi vassalli.

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35. L'apogeo dell'Impero e la riforma del cattolicesimo

La deposizione nell’anno 887 di Carlo III il Grosso, gravemente invalido, rappresenta la conclusione della dinastia carolingia. L’Impero entrò in una fase di stallo a causa della vacanza imperiale. Gli storici in generale, abituati a vedere con gioia “rivoluzioni” ovunque, considerano questa una svolta storica dalla quale l’Impero sarebbe uscito radicalmente cambiato. Nulla di più falso. Durante quei sette decenni il sistema feudale si consolidò secondo le linee che erano state stabilite fin dall’epoca di Carlo Magno.

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36. Il conflitto tra Impero e papato

Sull’argomento che stiamo per trattare sono stati versati fiumi d’inchiostro. Purtroppo il pregiudiziale odio contro la Tradizione, che da allora domina il pensiero occidentale, ne ha dato una descrizione partigiana. A volte, nell’interpretazione dei fatti la realtà è stata rovesciata; per questa ragione cercheremo di darne una versione tradizionale, che rispecchi realmente ciò che accadde. Come abbiamo detto nel capitolo precedente, la restaurazione della Chiesa latina fu una iniziativa imperiale per la salvezza della cristianità. Lo strumento prescelto fu l’ordine monastico. Il monachesimo, fino allora, era costituito da cenobi ed eremi totalmente autocefali.

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37. Cattolicesimo e Ortodossia: la spaccatura della Chiesa

Le prime importanti sedi della cristianità furono quelle di Gerusalemme, Roma, Alessandria d’Egitto e Antiochia di Siria. Queste cospicue città dell’Impero Romano erano diventate la residenza di vescovi particolarmente influenti: a Gerusalemme fu vescovo S. Giacomo, fratello di Gesù il Cristo e capo della chiesa. Questa era la sede principale e più prestigiosa in quanto era la città di cui il messia doveva aver fatto la sua capitale e in cui fu martirizzato.

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38. I deleteri risultati della secolarizzazione della Chiesa

Le gravi perturbazioni dell’ecumene imperiale, provocate dalle sconsiderate riforme di secolarizzazione della Chiesa cattolica promosse dai papi dell’XI secolo, provocarono delle conseguenze imprevedibili. Questi i protagonisti di tanta rovina: i papi dell’inizio de XI secolo furono in gran parte marionette o esponenti della famiglia dei conti di Tuscolo. Costoro, di origini plebee, imparentandosi con la rivale famiglia de’ Crescencii, patrizia romana, divennero sempre più influenti a Roma, controllando l’elezione papale e la destituzione dei papi imperiali. Sergio IV Boccadiporco (!) (1009-1012), figlio d’un calzolaio, fu il primo della serie dei papi imposti dai Tuscolo.

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39. Gli Ordini monastico-cavallereschi

Gli accadimenti che si produssero nel corso del XI secolo ebbero importanti ripercussioni nella struttura civile della cristianità latina. Il sistema feudale, che aveva modellato la struttura dell’Impero sulla gerarchia delle vie iniziatiche della casta guerriera, era entrato in crisi. La chiesa cattolica romana, restaurata per volontà degli Imperatori, diventò la principale rivale del Sacro Romano Impero sul piano politico e secolare.

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40. La Tavola Rotonda e la cerca del Graal – I

Dal punto di vista storico i romanzi della Tavola Rotonda e del Graal fanno pensare ad una corrente sotterranea affiorata ad un dato momento, ma subito ritrattasi e resasi nuovamente invisibile, come se si fosse avvertito un ostacolo o un pericolo preciso. Infatti, tali racconti appaiono in un breve lasso di tempo che, approssimativamente, inizia nell'ultimo quarto del XII secolo e termina nel primo quarto del XIII, periodo che, in Europa, segna l’inizio del declino della tradizione medievale.

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41. La Tavola Rotonda e la cerca del Graal – II

Naturalmente tutto il racconto arturiano è una allegoria, i cui nodi si devono sciogliere interpretandone i simboli. Finora abbiamo descritto le avventure della Tavola Rotonda come il normale avvicendamento di eventi nel corso della vita di cavalieri. Per essere più chiari, l’aspirante cavaliere si rivolgeva a re Artù qualificandosi nobile di nascita e specificando la sua famiglia e il nome del padre; quindi chiedeva di essere ammesso all’iniziazione cavalleresca. Il Re lo tratteneva presso di sé oppure lo dirottava presso qualche altro castellano, conte, duca o altro Re, noti per la loro conoscenza dell’arte della cavalleria.

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42. Cavalieri, Trovatori e Fedeli d’Amore

Chi erano in realtà gli autori dei romanzi di re Artù e del Graal? Essi appartenevano a una categoria di poeti che si suole definire trovatori. Erano tutti di estrazione nobiliare o clericale-monastica. Come è stato ampiamente dimostrato, i trovatori costituivano la confraternita cavalleresca iniziatica dei Fedeli d’Amore. All’inizio erano cavalieri erranti, ma dalla metà del secolo XII si integrarono nei ranghi degli ordini monastico-cavallereschi, in particolare tra i templari e tra i rami derivati dall’ordine del Tempio.

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43. I Romanzi d’Amore e la Fede Santa in Italia

I Trovatori-Fedeli d’Amore si erano dedicati a scrivere in rima sonetti, canzoni e ballate. Comunicavano tra loro in modo nascosto rispondendosi “per le rime”. La risposta era riconoscibile in quanto riproduceva con esattezza le medesime rime del messaggio ricevuto. Presentiamo come esempio due noti scambi rimati tra Fedeli d’Amore della scuola fiorentina del XIII secolo.

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44. Dante: la Vita Nova – I

Guido Guinizzelli fu il maestro (sskrt. guru) di un giovanissimo aristocratico fiorentino, Guido de’ Cavalcanti (1255-1300). Personalità spiccata, di grande intelligenza e sapienza, il Cavalcanti succedette a Guido Guinizzelli nel magistero (sskrt. gurutva). Attorno a lui si radunò un gruppo di giovani cavalieri trovatori, tra cui Ser Durante di Alighiero degli Alisei, più noto come Dante Alighieri (1265-1321). Quest’ultimo divenne in breve il più importante rimatore che, per la perfezione della sua poesia, l’universale sapienza e l’elevatezza della sua dottrina, può essere riconosciuto come il massimo esponente dell’iniziazione cristiana medievale.

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45. Dante: la Vita Nova – II

Poiché nessuno era stato in grado di spiegargli la sua situazione spirituale, Dante, a questo punto, s’interrogò sul significato dei suoi stati d’animo così alternanti e contraddittori. Con una indagine introspettiva, lucidamente riuscì a descrivere la continua successione di attrazione e repulsione per Beatrice-Santa Sapienza. Amore in continuazione lo spingeva con un ardente desiderio a incontrare la sua Donna.

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46. Dante: la Divina Commedia

A conclusione della Vita Nova, Dante annunciava di aver raggiunto la “mirabile visione”. In quel libro aveva descritto la sua vicenda interiore, a partire dalla rinascita iniziatica alle esperienze interiori sempre più elevate, cadenzate da periodi rappresentati simbolicamente dal numero nove, fino alla realizzazione effettiva del grado di maestro perfetto. La “mirabile visione” corrisponde, invece, alla universalizzazione di questa perfezione individuale.

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47. Il collasso della tradizione nell’Europa occidentale

Dante anticipò a due papi ancora viventi il destino di finire all’inferno. Essi furono Bonifacio VIII e Clemente V. Il primo fu il più fanatico sostenitore della supremazia temporale della Chiesa sull’Imperatore, re e principi della cristianità occidentale. Eminenza grigia durante il papato del suo predecessore, Celestino V, ebbe una importante influenza per indurre quel papa mite e schivo ad abdicare. In questo modo, con un conclave truccato, subentrò a Celestino, che era tornato a fare l’eremita. Tuttavia, timoroso di una reazione da parte dei sostenitori di Celestino V e sospettoso che il predecessore si pentisse del suo atto di rinuncia, lo fece imprigionare. Celestino morì in prigione.

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48. La “Qabbalah cristiana”

Dalla distruzione del Tempio di Gerusalemme (70 d.C.) e dalla conseguente rivolta antiromana di Bar Kokhba (132-135 d.C.) l’esoterismo giudaico si era mantenuto vitale presso le comunità della Diaspora. L’influenza dello gnosticismo e del neoplatonismo si era esercitata soltanto presso la comunità di Alessandria d’Egitto che, in seguito all’invasione araba della metà del VII secolo, si trasferì in gran parte a Bisanzio.

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49. L’origine dell’ermetismo

Non è certamente facile definire con esattezza cosa si sia inteso con ermetismo nel corso dei secoli; in-fatti a seconda delle epoche e delle aree tradizionali, questo termine ha assunto significati diversi. Come si è già fatto notare, le tradizioni che si sono avvicendate in Occidente hanno avuto tutte un carattere prevalentemente cosmologico. Prigioniere delle condizioni insuperabili di tempo e spazio, sono segnate profondamente da continui cambiamenti.

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50. Il ritorno dell’Ermetismo

Nella cristianità occidentale, fino all’XI secolo, l’unico testo ermetico che si era conservato fin dall’epoca ellenistica era l’Asclepius, traduzione latina dell’originale greco attribuita ad Apuleio di Madaura. Il libro tratta principalmente dei rituali che gli antichi sacerdoti egizi svolgevano per caricare le immagini dei loro Dèi con le potenze degli astri corrispondenti. Finché la tradizione dell’antico Egitto era sopravvissuta, non c’era nulla da eccepire sulla validità di quei riti paragonabili all’animazione delle icone (sskrt. prāṇa pratiṣṭhā) com’è in uso ancor oggi in India.

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51. La Riforma Protestante: Lutero

Il cambiamento di mentalità rinascimentale fu provocato dal fatto che l’Impero e la Chiesa cattolica erano rimasti un guscio vuoto per la perdita dell’esoterismo cavalleresco e monastico (ars regia e ars sacerdotalis). Le organizzazioni iniziatiche, che corrispondevano ad alcune gilde di arti e mestieri, rimanevano le sole a tramandare riti e scienze della tradizione medievale, ma ormai scollegate dall’Impero e palesemente avversate dalla Chiesa. In questo clima si abbatté la tempesta antitradizionale della riforma protestante da cui sorsero tutte le componenti che costituiscono la degenerazione del mondo moderno che attualmente permea il mondo intero.

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52. La Riforma protestante. Gli emuli di Lutero

A questo si aggiungeva un odio irrazionale per tutto ciò che era latino o romano. Così le popolazioni germaniche e anglo-sassoni, che aderirono al protestantesimo rifiutando la latinizzazione e Roma che le avevano parzialmente civilizzate, ripiombarono nella loro barbarie d’origine. Questa grave crisi dell’Occidente segnò un ridimensionamento dell’Impero e della Chiesa.

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