Salustio
3. Sugli Dei e il mondo
a cura di Paolo Bagnato
V. La Causa Prima o Uno
1. Dopo queste cose si deve conoscere non solo la Causa Prima ma anche gli ordini degli Dei che derivano da Quella, la natura del Mondo, l’essenza dell’intelletto e dell’anima, la Provvidenza, il Destino e la Fortuna, la Virtù e il Vizio, le buone e le cattive forme di governo che da quelli derivano e, infine, da dove vengono i mali nel Mondo. Ciascuno di questi argomenti avrebbe bisogno di molti e ampi discorsi, ma nulla impedisce che se ne parli in breve per non rimanere interamente nell’ignoranza.
2. La Causa Prima deve essere una: infatti ogni molteplicità è preceduta dall’unità1, e Questa supera ogni cosa per potenza e bontà: ogni cosa partecipa necessariamente di Questa2, infatti nulla potrà opporsi a Essa data la Sua potenza, né Essa si separerà mai da Sé stessa data la Sua bontà.
3. Ma se la Causa Prima fosse un’anima, tutto sarebbe animato; se fosse intelletto, tutto sarebbe intelligente; se fosse essenza, tutto parteciperebbe dell’essenza, tanto che alcuni vedendo l’essenza in tutte le cose hanno identificato la Causa Prima proprio con questa. Se gli esseri fossero caratterizzati solo dall’essenza, e non fossero anche buoni, il discorso sarebbe vero; ma se gli esseri esistono a causa della loro bontà e partecipano del Bene allora il Primo Principio deve necessariamente essere soprassostanziale3 e buono4. Eccone un segno evidente: le anime virtuose infatti, in virtù del bene non tengono conto della loro esistenza quando sono disposte a mettersi in pericolo per la patria, per gli amici o per la virtù.
Dopo questa ineffabile Potenza ci sono gli ordini degli Dei.
VI. Gli Dei
1. Tra gli Dei alcuni sono encosmici5, altri ipercosmici6. Chiamo encosmici gli Dei che causano il Mondo; tra gli ipercosmici alcuni causano le essenze degli Dei, altri l’intelletto, altri ancora l’anima; per questo hanno tre classi che si possono riscontrare nei discorsi che riguardano questi argomenti.
2. Tra gli encosmici alcuni causano l’essere del Mondo, altri lo animano, altri ancora mettono accordo fra le diversità, altri infine custodiscono questa armonia: essendo quattro queste attività e avendo ciascuna un principio, un punto medio e una fine, gli Dei che le governano sono necessariamente dodici7.
3. Quelli che causano il Mondo sono Zeus8, Poseidone9 ed Efesto10; Quelli che lo animano sono Demetra11, Era12 e Artemide13; Quelli che lo armonizzano sono Apollo14, Afrodite15 ed Ermes16; Quelli che lo custodiscono sono invece Estia17, Atena18 e Ares19.
4. Anche nelle statue si possono scorgere queste allusioni20: Apollo infatti accorda la lira, Atena è armata, Afrodite è nuda, dato che l’armonia fa la bellezza e la bellezza in ciò che si vede non è nascosta. Essendo queste le divinità che primariamente amministrano il Mondo, bisogna ritenere che gli altri Dei siano in questi21: come Dioniso in Zeus22, Asclepio23 in Apollo, le Cariti24 in Afrodite.
5. Inoltre possiamo osservare le loro sfere di competenza: a Estia spetta la terra, a Poseidone l’acqua, a Era l’aria, a Efesto il fuoco, mentre le sei sfere superiori sono degli Dei a cui vengono usualmente assegnate; infatti si considerano Apollo e Artemide come il sole e la luna; si ritiene di Demetra la sfera di Crono25, di Atena l’etere; invece il cielo è comune a tutti26.
Abbiamo dunque elencato e celebrato gli ordini, le potenze e le sfere dei dodici Dei.
VII. Il Mondo27
1. Il Mondo stesso deve necessariamente essere eterno e ingenerato28: eterno perché se perisse bisognerebbe farne un altro migliore, peggiore o uguale altrimenti ci sarebbe il caos29. Ma se fosse peggiore, sarebbe cattivo chi da migliore lo rifacesse peggiore; se fosse migliore, sarebbe incapace chi non lo avesse fatto così dal principio; se fosse lo stesso, si agirebbe inutilmente30; non è neanche lecito ascoltare l’ipotesi del caos31.
2. Per dimostrare che il Mondo è ingenerato è sufficiente affermare questo: se infatti non perisce, non è nemmeno nato, poiché tutto ciò che nasce muore, inoltre dato che si deve l’essere del Mondo alla bontà del Dio, è necessario che il Dio sia sempre buono e che il Mondo esista sempre. Così come con il sole e con il fuoco coesiste la luce, e come con il corpo coesiste l’ombra.
3. Tra i corpi che si trovano nel Mondo alcuni imitano l’intelletto e si muovono in cerchio32, altri imitano l’anima e si muovono in linea retta. Di questi ultimi il fuoco e l’aria si muovono verso l’alto, mentre la terra e l’acqua verso il basso; invece tra quelli che si muovono in cerchio, la sfera delle stelle fisse si muove da oriente a occidente, mentre i sette pianeti da occidente a oriente33. Le cause di ciò sono molte e diverse, tra cui evitare che a causa del veloce movimento circolare delle sfere ci sia una generazione incompiuta.
4. Essendo diverso il loro moto, differisce necessariamente anche la natura dei corpi: il corpo celeste non può bruciare né raffreddarsi, né compiere qualche altra cosa propria dei quattro elementi.
5. Poiché il Mondo è una sfera – infatti questo dimostra lo zodiaco – e il punto più basso di ogni sfera è il centro – essendo questo infatti il punto più lontano da ogni parte della superficie -, i corpi pesanti cadendo in basso, cadono verso la terra.
Gli Dei hanno fatto tutte queste cose, l’intelletto le ha ordinate, l’anima le muove. A proposito degli Dei si è già detto prima.
- Per un approfondimento si vedano anche gli Elementi di teologia di Proclo e in particolare i teoremi 1, 5, 11 e 21.[↩]
- Il divino non è separato da nulla, ma è presente allo stesso modo in tutte le cose, perfino nei livelli più bassi della realtà. L’Uno è infatti presente ovunque poiché tutti gli esseri traggono la loro esistenza dagli Dei, e anche se procedono derivando dagli Dei, in realtà non si sono separati o allontanati da Essi ma sono stabiliti in Essi. Dato che gli Dei hanno incluso in un abbraccio tutte le cose e continuano a mantenerle in Essi, in che modo le cose potrebbero separarsi o allontanarsi dagli Dei? Infatti ciò che è al di là degli Dei non esiste in alcun modo, poiché tutti gli esseri sono stati inclusi in un abbraccio dagli Dei ed esistono in Essi. Quindi, tutte le cose sono state emanate procedendo dagli Dei e allo stesso tempo non ne sono uscite, perché se si fossero separate da Essi, non potrebbero nemmeno esistere. Perciò tutte le cose rimangono stabilite negli Dei.” Proclo, Commento al Timeo, Libro 2, 209. Proclo parla dell’emanazione come un processo triadico, un ritmo circolare composto di tre momenti istantanei: μονή o manenza, cioè il permanere del principio in sé o dell’effetto nella causa; πρόοδος o processione, cioè l’effetto che procede dalla causa, in cui era già contenuto; ἐπιστροϕή o conversione, cioè il ritorno dell’effetto nella causa.[↩]
- Cioè superiore all’Essere.[↩]
- Il concetto di superiorità e anteriorità del Bene rispetto all’Essere è comune a tutti i platonici e deriva principalmente dal fatto che Platone aveva spiegato nella Repubblica (Libro VI, 509 B) come l’essere degli enti provenga dal Bene e che questo quindi si pone al di sopra dell’Essere stesso. Proclo, Elementi di Teologia 12: “Il Bene è il Principio e la Causa prima di tutto ciò che esiste”.[↩]
- Detti anche mondani o intramondani.[↩]
- Cioè oltre il mondo, sopramondani.[↩]
- Sono i cosiddetti Dei Olimpi della religione greca corrispondenti agli Dei Consenti della religione romana. Per un approfondimento si veda la Teologia Platonica di Proclo.[↩]
- Padre e Re di tutti gli Dei, Dio del Cielo e della folgore. Il suo nome è vicino a quello del vedico Dyauṣ ma per alcuni aspetti è molto simile a Indra. Le brevissime descrizioni degli Dei presenti in questa nota e nelle successive non rendono chiaramente giustizia all’ampiezza delle figure prese in esame, ma le riteniamo comunque utili soprattutto per i nostri lettori non occidentali che possono così familiarizzare più facilmente con questi nomi che altrimenti rischierebbero di restare privi di significato.[↩]
- Dio del mare.[↩]
- Dio del fuoco.[↩]
- Dea della terra e dell’agricoltura, fortemente legata ai Misteri Eleusini. Per ulteriori informazioni si può consultare Dall’Ordine al caos – 11. LA CIVILTÀ GRECA: IL LATO LUMINOSO (III)[↩]
- Moglie di Zeus, Dea legata all’aria.[↩]
- Spesso rappresentata con un arco, è la Dea della caccia, dei luoghi selvatici e degli animali che li abitano.[↩]
- Dio della musica e del sole, il suo nome è traducibile come “non-molti” ed era infatti interpretato dai pitagorici e dai platonici come negazione della molteplicità.[↩]
- Dea della bellezza e della prosperità, simile a Lakṣmī.[↩]
- Messaggero degli Dei.[↩]
- Dea del focolare domestico.[↩]
- Dea guerriera e della sapienza.[↩]
- Spietato Dio della guerra.[↩]
- Si veda Porfirio, Sui Simulacri (Περί αγαλμάτων), opera di cui restano pochi frammenti ma estremamente utili per comprendere la funzione e il significato delle statue nella religione greca.[↩]
- Sia nel senso che gli altri Dei sono compresi in questi sia che dipendono da questi.[↩]
- La presenza di Dioniso in Zeus rimanda evidentemente anche al mito in cui Zeus lo accolse e lo cucì nella sua coscia dopo essersi manifestato in forma divina a Semele, che portava in grembo Dioniso, folgorandola. Per questo motivo Dioniso veniva chiamato anche Digonos, cioè “nato due volte” (simile al sanscrito dvija). Questo mito è molto simile a quello induista in cui Indra, della cui somiglianza con Zeus si è già detto, accoglie nella sua coscia Soma, che può facilmente essere accostato a Dioniso perché anche egli è strettamente legato a una bevanda sacra e inebriante, cioè il vino. Chiaramente è da rifiutare qualsiasi interpretazione materialista e sociologica di questi miti.[↩]
- Dio della medicina.[↩]
- Dee legate alla bellezza, alla natura e alla fertilità.[↩]
- Saturno.[↩]
- Assegnare a ciascun Dio luoghi specifici e specifiche sfere di competenza non entra in contrasto con il fatto di non essere separati tra di loro e il fatto di non essere limitati a un luogo preciso, come affermato da Salustio all’inizio di questo trattato. Questo è chiarito anche da Giamblico nel trattato Sui Misteri (1.30-31) che, in maniera simile all’Imperatore Marco Aurelio (A sé stesso, XII.30), ci dice che la luce degli Dei, proprio come la luce del sole, è unica e indivisa anche se ci sembra molteplice e divisa.[↩]
- Con Mondo si intende in realtà l’intero cosmo, l’universo.[↩]
- L’eternità dell’universo sostenuta dai platonici può essere accettata considerando l’interconnessione tra lo spazio e il tempo: la creazione o emanazione del mondo non può essere collocata in una linea temporale perché il tempo non può esistere senza lo spazio. Quindi non può essere stabilito un inizio del mondo e ciò che non ha inizio non può avere fine, così come invece tutto ciò che nasce è destinato a morire. Questo era uno dei punti di forte contrasto con la dottrina cristiana creazionista.[↩]
- Il disordine cioè il non-cosmo, dato che la parola cosmo, con cui si indica il mondo e l’universo in generale, come avevamo già visto, significa proprio “ordine”.[↩]
- Pensare che il mondo possa essere rifatto peggiore, migliore o uguale significherebbe rifiutare le dottrine basilari riguardanti la natura degli Dei stabilite all’inizio del trattato.[↩]
- Per un platonico l’inesistenza di un cosmo è inaccettabile dato che l’Uno, la Causa Prima, emana naturalmente tutta la catena dell’Essere qui illustrata, senza alcuno sforzo, dando vita ed esistenza a tutto spontaneamente, per il solo fatto di esserci, proprio come l’acqua straborda da un bicchiere troppo pieno.[↩]
- Il cerchio è come una linea che torna in sé stessa, proprio come fa l’intelletto e come è illustrato dal mito di Crono affrontato precedentemente.[↩]
- Il cerchio era per i Greci simbolo di perfezione in quanto completo e chiuso in sé stesso, mentre la linea retta rappresentava un procedere indefinito e quindi imperfetto. Per questo motivo il movimento circolare riguarda i corpi celesti, idealmente lontani dalle imperfezioni del mondo, e invece il movimento rettilineo riguarda i corpi che si trovano nel mondo, che salgono o scendono a seconda della loro pesantezza.[↩]