Maitreyī

La dottrina Advaita dell’Avatāraṇa

Alcuni lettori hanno manifestato la loro sorpresa circa l’articolo, pubblicato su questo Sito, intitolato “Perché gli Avatāra si manifestano solo in India?” scritto dall’Abhinava Śaṃkara Svāmī Karapātrījī. La ragione di tanto indignato stupore è dovuta alla loro scarsa e faziosa conoscenza del sanātana dharma. Infatti costoro non rivolgono a se stessi la domanda su perché mai i profeti si rivelino soltanto in ambiente semitico; una indagine in questo senso potrebbe indurli a comprendere l’abisso che separa la concezione dell’avatāra da quella degli individui che sono inviati a una comunità dalla volontà di un Dio personale, al fine di fondare una nuova religione o per correggerne una precedente. La dottrina metafisica del Vedānta sull’avatāraṇa, invece, è del tutto libera da implicazioni saṃsāriche ed è un metodo per raggiungere il mokṣa. A conclusione, saranno raddrizzate alcune concezioni errate che oggi impediscono di avere una conoscenza esatta su questo e altri argomenti.

1. La dottrina advaita dell’avatāraṇa

Avatāraṇa è termine sanscrito che deriva dalla composizione del prefisso verbale ava, che significa giù, e della radice tṛ, che vuol dire attraversare, passare e apparire. Il significato è quello di una discesa o apparizione improvvisa e immediata. L’avatāraṇa, dunque, indica la comparsa di qualcosa a qualcuno.

2. La dottrina advaita dell’avatāraṇa

È facile capire come il jīva assuma un altro corpo e come vada in un altro mondo, perché il jīva è sempre associato alla mente. Ma Īśvara non ha affatto mente; non essendo localizzato, in quanto onnipervadente, come può avere un’avatāraṇa? Īśvara non ha né un mondo esterno né uno stato di veglia o di sogno in cui collocarsi, perché gli stati sono in lui.

3. La dottrina advaita dell’avatāraṇa

Una volta compreso a fondo che cosa sia l’avatāra, è necessario fare chiarezza su altre figure presenti nella śruti e nella smṛti che, a prima vista, possono sembrare simili. Si tratta di coloro che sono compresi nella categoria dei ṛṣi , di cui abbiamo fatto un accenno in precedenza. Costoro svolgono effettivamente certe funzioni nel dominio dell’azione.