7 Luglio, 2019

39. Gli Ordini monastico-cavallereschi

Gli Ordini monastico-cavallereschi

Gli accadimenti che si produssero nel corso del XI secolo ebbero importanti ripercussioni nella struttura civile della cristianità latina. Il sistema feudale, che aveva modellato la struttura dell’Impero sulla gerarchia delle vie iniziatiche della casta guerriera, era entrato in crisi. La chiesa cattolica romana, restaurata per volontà degli Imperatori, diventò la principale rivale del Sacro Romano Impero sul piano politico e secolare. Il non riconoscimento della sacralità imperiale, diffuso capillarmente tramite vescovadi e parrocchie e con l’aiuto dei monasteri, ormai subordinati all’autorità papale, permetteva lo scioglimento del giuramento di fedeltà da parte dei sudditi. Questo spinse i più grandi ambiziosi feudatari ad allentare i legami di dipendenza dall’Impero. Furono dapprima i Re dei regni nazionali ad approfittare del permesso di slealtà per creare dei domini di proprietà della corona, primo passo in direzione di quel fenomeno noto come ‘assolutismo’. Ma ben presto anche duchi e principi ne seguirono l’esempio, portando divisioni e guerre civili nel cuore stesso della cristianità. Sempre più attratti dal potere temporale, i vassalli ribelli si scordarono delle loro funzioni sacre, ma soprattutto iniziatiche, che erano la ragione stessa della loro posizione magistrale nei confronti dei nobili che avessero desiderato seguire la via iniziatica della cavalleria.
Sempre più raramente gli aspiranti cavalieri trovavano nei castelli e nei palazzi dei veri maestri. Fu così che dei gruppi di cavalieri si riunirono attorno a un cavaliere-maestro, formando degli ordini sul modello di quelli monastici, svincolandosi dal sistema feudale fino ad allora vigente. I primi ordini, piuttosto effimeri, furono quello dei Cavalieri dei SS. Cosma e Damiano (⁓1030) e quello dei Cavalieri del Tau (⁓1050). Ma solamente con l’inizio delle crociate furono fondati gli ordini cavallereschi più importanti per funzioni iniziatiche a favore dell’intera cristianità latina.
L’Imperatore d’Oriente Alessio I Comneno, assalito in Anatolia dalle orde dei turchi selgiuchidi, chiese aiuto militare al papa e all’Impero. Di conseguenza il papa Urbano II nel 1095 indisse la prima crociata al fine di liberare dagli infedeli il sepolcro di Cristo e i luoghi delle sue gesta terrene. Era allora Imperatore Enrico IV, indebolito dalla continua lotta con i suoi figli e con i principi elettori, provocata dalle manovre politiche dei papi. Per questo l’Imperatore non fu in grado di prendere il comando della massiccia spedizione che si stava preparando e non fu un caso che i principi, che approfittarono dell’assenza imperiale, fossero in gran parte normanni, francesi e tedeschi ribelli.​
Il fior fiore della nobiltà occidentale si riversò nel vicino oriente liberando facilmente quei territori dell’Impero bizantino dall’invasione islamica. Tuttavia, in assenza di un’autorità sovrana suprema, presto i diversi principi cominciarono a rivaleggiare per i territori conquistati. Naturalmente al Basileus non fu restituita nessuna provincia, mentre i capi si ritagliavano nuovi feudi, innescando pericolose fratture nell’esercito crociato.
Con la liberazione di Gerusalemme (1099) riprese massicciamente l’afflusso di pellegrini da tutta Europa. A causa delle rivalità tra i capi della crociata, le vie di pellegrinaggio continuarono a essere infestate da bande di briganti o da incursioni turco-arabe. Tre gruppi di cavalieri allora si organizzarono in milizie a protezione dei pellegrini. Il primo Ordine cavalleresco (1099) fu quello del Santo Sepolcro, che presidiava in armi la Basilica omonima; il secondo Ordine (1113) fu quello degli Ospitalieri di San Giovanni; il terzo (1118) l’Ordine del Tempio di Salomone. Questi due ultimi andavano a ricevere i pellegrini, che arrivavano alle coste della Palestina, per scortarli fino a Gerusalemme. I Templari formavano l’avanguardia, gli Ospitalieri la retroguardia. In tutti e tre gli Ordini i cavalieri potevano anche assumere il sacerdozio, diventando canonici secondo la regola agostiniana. L’Ordine del Tempio ottenne presto la trasmissione del monacato benedettino da San Bernardo, il quale scrisse anche la regola De Laude Novæ Militiæ (1129).​
San Bernardo di Clairvaux (1090-1153) fu l’ultimo dei grandi personaggi del monachesimo latino e ultimo Padre della Chiesa. Nato da una famiglia dell’alta nobiltà borgognona, a ventidue anni divenne monaco benedettino cistercense. Ben lungi dall’essere un mistico, San Bernardo fu uno degli ultimi iniziati nel monachesimo latino, ben consapevole sia della profondità delle dottrine esoteriche che aveva ricevuto sia della triste stretta storica in cui viveva.
La sua autorevolezza dottrinale e la sua santità di vita fecero sì che egli svolgesse altissime funzioni iniziatiche e azioni esteriori di grande responsabilità nel tentativo di raddrizzare la situazione del cattolicesimo. La sua autorità fu riconosciuta da papi e Imperatori, da vescovi e da Re, da monaci e da cavalieri. Fu spesso distolto dalla vita contemplativa per redimere liti fra sovrani, papi e vescovi, l’autorità spirituale e il potere temporale.
Ben consapevole dello stato di ritrazione dell’iniziazione monastica cattolica e della crisi della cavalleria feudale, volle incaricare l’Ordine del Tempio d’essere la nuova cavalleria (Nova Militia) per la trasmissione e la difesa dell’iniziazione nel contesto latino. Nell’Ordine del Tempio fece confluire le due tradizioni (paramparā) ch’egli, come monaco e cavaliere, aveva riunito nella sua persona. Di fatto il Tempio divenne l’arca che preservò per un paio di secoli tutte le vie iniziatiche latine dalle inchieste, soprusi e persecuzioni messi in atto dai poteri secolari al servizio dell’egemonia pontificia. Di fatto i Templari godevano della completa autonomia sia dall’Impero sia dal papato, come anticamente accadeva per gli ordini monastici.
Sono passate alla storia le leggendarie imprese belliche dei Templari, il loro severo ascetismo e la loro attività crociata ai confini della cristianità per la riconquista e sottomissione di vaste aree invase da infedeli: la Terrasanta, la penisola iberica e l’Europa orientale. A questo fine l’Ordine del Tempio diede origine a filiazioni locali, celebri per la loro abnegazione e coraggio: gli Ordini di Alcantara, di Calatrava e di Santiago in Spagna, l’Ordine Teutonico e dei Portaspada in Germania.
Se da un lato questi adattamenti della tradizione preservarono l’iniziazione, dall’altro segnarono il fallimento del progetto carolingio e ottoniano di fondare una tradizione occidentale completa. Il sistema sociale a quattro caste non fu mai portato a compimento. Solamente l’aristocrazia fu stabilmente strutturata per diritto di nascita, mentre le altre classi sociali rimanevano confuse nelle loro caratteristiche, del tutto inadeguate a costituire una società organica. Al sacerdozio poterono accedere personalità provenienti dalle più disparate origini. Il clero non s’identificò mai istituzionalmente alla sapienza, ma rappresentò una gerarchia burocratica di funzionari del potere temporale dei papi. Il monachesimo, che per secoli era stato il depositario del sapere, tra il X e l’XI secolo si secolarizzò, diventando un inutile doppione del clero. I nuovi ordini mendicanti dei frati domenicani e francescani si dedicarono solo ad attività di utilità sociale. Unicamente nelle Università fu coltivata una teologia, ma di natura filosofica, del tutto avulsa dalla gnosi autentica. Gli appartenenti al terzo stato, cittadini o borghesi, erano considerati tali solamente in base al loro censo. Se si fossero impoveriti, avrebbero perso la loro posizione sociale. Al contrario, se un popolano si fosse arricchito, avrebbe potuto ottenere la cittadinanza. Questo rendeva possibile il passaggio da una corporazione di mestiere a un’altra, incoraggiando così la competizione, la lotta tra le classi e il caos sociale che poi s’è avverato nella civiltà occidentale.
Il dominio iniziatico, che in precedenza era presente all’interno delle componenti sociali, divenne ancor più chiuso in un esoterismo visto sempre più di cattivo occhio dai rappresentanti della religione esteriore. Ciò nonostante, grazie all’Ordine del Tempio, il mondo latino poté manifestare ancora grandiosi monumenti di sapienza iniziatica.

Gian Giuseppe Filippi

39. The Military-Monastic Orders

The Military-Monastic Orders

The events that occurred during the 11th century had important repercussions on the civil structure of Latin Christianity. The feudal system, which had shaped the structure of the Empire on the hierarchy of the initiatic paths of the warrior caste, had entered in crisis. The Roman Catholic Church, restored by the will of the Emperors, became the main rival of the Holy Roman Empire on the political and secular levels. The denial of the imperial sacredness, disseminated through bishoprics and parishes with the help of monasteries that by then had fallen subordinate to the papal authority, allowed the dissolution of the oath of loyalty that bound the imperial subjects to the Emperor. Driven by ambition, the great feudal lords exploited the situation to loosen their ties with the Empire. First were the sovereigns of the national kingdoms who took advantage of the moment to create domains under the direct ownership of their crowns. This was the first step towards the phenomenon known as ‘absolutism’. Soon enough, also dukes and princes followed their example, bringing divisions and civil wars to the very heart of Christianity. Increasingly attracted by the temporal power, the rebellious vassals became oblivious of their sacred functions, particularly of the initiatic ones, which were the very reason for their magisterial position towards the nobles who wished to follow the initiatic path of chivalry.
More and more rarely did the aspiring knights find true masters in castles and palaces. In light of this, some groups of knights gathered around a knight-master, forming orders on the model of the monastic ones, thus freeing themselves from the feudal system in force up until then. The first, and rather ephemeral, orders were the Saints Cosmas and Damian’s Knights (⁓1030) and the Knights of the Tau (⁓1050). However, it was only at the outset of the Crusades that the most important chivalrous orders with initiatic functions in favour of the entire Latin Christianity were founded.
Attacked in Anatolia by the hordes of the Seljuk Turks, Alexios I Komnenos, Emperor of the Eastern Empire, requested military assistance to the pope and to the Western Empire. Consequently, in 1095 Pope Urban II preached the First Crusade in order to free the sepulchre of Christ and the places of his earthly deeds from the infidels’ yoke. Henry IV, who was then Holy Roman Emperor, weakened by the constant conflicts with his sons and the elector princes provoked by the political manoeuvres of the popes, was unable to take command of the massive expedition that was preparing to march towards the Holy Land. It was, therefore, not a coincidence that the lords who took advantage of the imperial absence were in large part Norman, French and German rebels.
The very best of Western aristocracy flooded the Near East, easily liberating those territories of the Byzantine Empire from the Islamic invasion. However, in the absence of a supreme sovereign authority, the various princes soon began to rival for the conquered territories. Naturally, no land was returned to the Basileus, as the leaders of the expedition were instead carving out new fiefdoms, resulting in dangerous fractures in the Crusaders’ army.
With the liberation of Jerusalem (1099), the massive influx of pilgrims from all over Europe was resumed. Due to the rivalry among the leaders of the Crusade, the pilgrimage routes continued to be insecure and infested by bands of brigands and vulnerable to Turkish-Arab raids. To protect the pilgrims, three groups of knights decided to organize themselves into militias. The first of these Knightly Orders was that of the Holy Sepulchre (1099), which garrisoned the homonymous Basilica. The second Order was that of the Hospitallers of Saint John (1113). The third was the Order of the Solomon’s Temple (1118). These last two devoted themselves to receiving the pilgrims arriving on the shores of Palestine and to escorting them safely to Jerusalem. The Templars formed the vanguard, the Hospitallers the rear-guard. In all three Orders the knights could also assume the priesthood, becoming canons according to the rule of Saint Augustine. The Order of the Temple soon obtained the transmission of the Benedictine monasticism from Saint Bernard, who also wrote the rule De Laude Novæ Militiæ (1129).​
Saint Bernard of Clairvaux (1090-1153) was the last of the great figures of Latin monasticism and the last of the Fathers of the Church. Born into a family of the high Burgundian nobility, at the age of twenty-two he became a Cistercian Benedictine monk. Far from being a mystic, Saint Bernard was one of the last initiates in Latin monasticism, well aware of both the depth of the esoteric doctrines that he had received and of the sad historical period in which he lived.​
His doctrinal authority and his holiness of life led him to perform very high initiatic functions, as well as, external actions of great responsibility in an attempt to straighten the situation in which Catholicism had plunged. His authority was recognized by popes and Emperors, by bishops and Kings, by monks and knights. He was often distracted from the contemplative life to settle disputes between sovereigns, popes and bishops, spiritual authority and temporal power.
Well aware of the state of retraction of the Catholic monastic initiation and of the crisis of feudal chivalry, he wanted to commission the Order of the Temple to become the new chivalry (Nova Militia) for the transmission and the defence of initiation in the Latin context. He brought together in the Order of the Temple the two transmissions (paramparā) that he, as a monk and a knight, had united in his person. Therefore, the Temple became the ark that for a couple of centuries preserved all the Latin initiatic paths from the investigations, abuses and persecutions carried out by the secular powers at the service of papal hegemony. In fact, the Templars enjoyed complete autonomy from both the Empire and the papacy, as was the case in ancient times for monastic orders.​
The legendary military prowess of the Templars, their severe asceticism and their crusade activities at the frontier of Christendom in the attempt to reconquer and submit vast areas invaded by Infidels, the Holy Land, the Iberian Peninsula and Eastern Europe, have long gone down in history. To this end, the Order of the Temple gave origin to local filiations, equally famous for their self-denial and courage, namely the Orders of Alcantara, of Calatrava and of Santiago in Spain, as well as, the Teutonic Order and Livonian Brothers of the Sword in Germany.
If on one hand these adaptations preserved the initiatic tradition, on the other hand marked the failure of the Carolingian and Ottonian project to establish a comprehensive Western Tradition. The four-caste social system was never brought to fulfilment. Only the aristocracy was stably structured by birth-right, while the other social classes remained confused in their characteristics, completely inadequate to constitute an organic society. The priesthood could be accessed by individuals from the most diverse origins. The clergy never identified itself institutionally with wisdom, but instead represented a bureaucratic hierarchy of functionaries of the temporal power of the popes. Monasticism, which for centuries had been the repository of knowledge, became secularized between the 10th and 11th century, thus becoming a useless duplicate of the secular clergy. The new mendicant orders of the Dominican and Franciscan friars devoted themselves only to activities of social utility. Only in the Universities was theology cultivated, but of a philosophical nature, completely detached from authentic gnosis. The members to the third state, the citizens or bourgeois, were censured as such only based on their wealth. A loss of wealth corresponded to a loss in social status. Inversely, had a commoner enriched himself, he could have obtained the citizenship. This made possible to move from one craft guild to another, thus encouraging competition, the struggle between classes and the social chaos that later came true in Western civilization.​
The initiatic domain, which was previously present within all the social components, became even more withdrawn in an esoterism that was increasingly seen with malevolence by the representatives of the external religion. Nevertheless, thanks to the Order of the Temple, the Latin world was still able to produce some grandiose monuments of initiatic wisdom.

Gian Giuseppe Filippi