19 Aprile, 2017

Zeus Olympia

1. Religione e Dharma

Religione e Dharma

Questa serie di brevi articoli ha inizio allo scopo di chiarire le idee delle autorità  hindū  a proposito di  alcuni concetti di base delle Tradizioni occidentali, dando ragione della loro degenerazione moderna. Di solito il termine saṃskṛta Dharma è tradotto con la parola inglese “Religione”. Questo perché gli occidentali, dal loro primo arrivo in India, hanno stabilito l’equivalenza tra i due termini e dopo cinque secoli quell’uso è stato accettato anche dai rappresentanti dhārmika dell’India. Ora dimostreremo che le due parole hanno significati diversi e quindi è sbagliato utilizzarle come sinonimi.
Il termine Religione deriva dal latino Religio, ed è composto da due radici diverse, res, “cosa” e il verbo ligo, “legare”. In questo contesto non è chiaro quale possa essere il vero significato di res. Sembra che in res, così impiegato, rientrino tutti i cittadini e i beni pubblici inclusi nell’apparato statale. Lo Stato era infatti considerato un’entità sacra, le cerimonie pubbliche erano rituali e nel servizio pubblico si espletava una funzione sacerdotale. I contatti con gli Dei erano per lo più mantenuti attraverso lo Stato, le funzioni pubbliche e le magistrature statali.
L’interpretazione di Religio cambiò quando il cristianesimo divenne la religione dello Stato romano nel IV secolo d. C.; da allora i cristiani diedero il significato dell’ebraico datt (religione) al termine latino, così Religio divenne nel sentire comune la “cosa” che lega i credenti al Dio Unico.
Ora dobbiamo considerare cos’è la religione per il monoteismo semitico, l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam.
La religione è un ordine sociale rivelato da Dio a una specifica comunità di suoi credenti. Tutti gli altri esseri umani che non aderiscono a questa fede vivono in una condizione di peccato e sono esclusi dai mezzi per conseguire la salvezza. La religione è dunque un patto tra Dio e la Sua comunità di credenti che esclude tutti gli altri esseri, ne siano consapevoli o meno. Lo scopo principale della religione è condurre il credente alla salvezza (ai cieli) una volta defunto. Tutti i credenti devono quindi accettare i dogmi, cioè alcuni postulati di fede su cui è proibito indagare attraverso la ragione. Chi non accetta un dogma è escluso dalla comunità religiosa. Tutti i credenti devono seguire le stesse regole morali, la stessa condotta e le stesse prescrizioni rituali senza eccezioni. La religione è un intervento di Dio nella storia attraverso la rivelazione di un messaggio consegnato a una personalità umana.
A questo punto è evidente che la Religione è completamente diversa dal Dharma. Il Dharma non è il frutto di una rivelazione storica, essendo libero dal tempo; per questa ragione il suo vero attributo è sanātana, permanente. Il Dharma è anche libero dalle condizioni spaziali, essendo l’Ordine che regola l’equilibrio dell’intero Cosmo, in favore di ogni singola creatura che ne abbia o meno consapevolezza. Armonizza i bisogni di ogni essere, famiglia, casta e nazione, stabilendo regole flessibili, comportamenti e rituali adatti a tutti. Non impone alcuna credenza dogmatica ; al contrario, incoraggia tutti a perseguire la conoscenza. L’Hindū  Śāstra non è una rivelazione che cade dal Cielo sulla Terra per il capriccio di un Dio: è la descrizione delle esperienze reali degli antichi mukta . Inoltre, il suo scopo essenziale non è la permanenza in qualche loka, ma l’identificazione con la nostra Natura Reale, il Brahman , così da conseguire la Liberazione da qualsiasi schiavitù del saṃsāra .

D. K. Aśvamitra

Zeus Olympia

1. Religion and Dharma

Religion and Dharma

This series of brief articles begins with the purpose of clarifying the ideas of the Hindū Authorities about some basic concept of Western Traditions.

Usually the saṃskṛta term Dharma is translated with the English word “Religion”. This is because since their first arrival in India, Western people decided the equivalence between the two terms. After five centuries that use has been accepted also by the Indian dhārmika representatives.
Now we will demonstrate that the two words have different meanings, and therfore it is wrong to use them as synonyms.
The term Religion derives from the Latin Religio, and is composed by two different roots, res, i.e. “thing”, and the verb ligo, “to tie”. In this context it is not clear the real meaning of res, thing. It seems that res has been used to define all the citizens and the public goods included in the State apparatus. The State, in fact, was considered as a sacred entity, public ceremonies as rituals, public service as priesthood. The contacts with the Gods were mostly maintained trough the State, the public deeds and the state magistracies.
The interpretation of Religio changed when Christianity became the Roman State Religion during the 4th century A.D. Christians gave the meaning of the Hebrew datt (Religion) to the Latin term. Thereafter Religio has been interpreted as the “thing” linking the believers to the unique God.
Now we have to consider what is Religion for Semitic Monotheisms, Judaism, Christianity and Islam:

  • Religion is a social order revealed by God to a specific community of His believers. All other human beings not adhering to His faith live in a sinful condition and are excluded from the means of salvation.
  • Religion is a pact between God and His community of believers excluding all other beings, sentient or insentient.
  • The Religion highest purpose is to lead the deceased believer to salvation (the heavens).
  • All the believers have to accept the dogmas, that is to say some statements of faith: it is forbidden to investigate on them through the reason. Who does not accept a dogma is excluded from the religious community.
  • All the believers must follow the same moral rules and conduct.
  • All the believers must follow the same ritual prescriptions, without exceptions.
  • Religion is an intervention of God in history trough a revelation of some message to a human personality.

At this point it is evident that Religion is completely different from Dharma. Dharma is not the fruit of a historical revelation, being free from time, and for this reason its true attribute is sanātana, permanent. Dharma is also free from space condition, being the Order that rules the equilibrium of the whole Cosmos, in favor of every and each being, sentient and insentient. It harmonizes the needs of every being, family, caste and nation, establishing supple rules, behaviors and rituals adapted to everyone. It does not impose any blind belief; on the contrary, it encourages everyone to pursue knowledge. The Hindū Śāstra is not a revelation falling from Heaven to Earth on the whim of some God. This is the description of real experiences of the ancient muktas. Moreover, its highest ideal is not the permanence in some loka, but the identification with our Real Nature, the Brahman, to wit the Liberation from any saṃsāri bondage.

D. K. Aśvamitra