Esoterismo ed essoterismo

Nell’articolo “Religione e Dharma” abbiamo descritto le principali differenze tra questi due concetti. Tuttavia, c’è un altro aspetto che disgiunge nettamente le religioni occidentali dal Dharma hindū: in quest’ultimo, a ogni livello sociale e intellettuale è ben presente l’idea di mokṣa1(la Liberazione), il quarto e supremo scopo della vita umana (puruṣārtha)2. E perciò ciascun hindū è consapevole che mokṣa significa Liberazione dalla schiavitù della trasmigrazione (saṃsāra). Ciò malgrado, durante la vita ognuno è libero di rimanere in un puruṣārtha meno avanzato, scegliendo tra kāma3, artha4 e dharma5. In questo caso gli hindū possono trascorrere una vita piacevole sulla terra e aspirare a raggiungere un adeguato loka dopo la morte, godendo dei risultati positivi delle loro buone azioni (pūṇya6); così, alla fine di questo processo, possono ottenere una buona rinascita. Per conseguire questi obiettivi, si deve semplicemente eseguire i riti della propria tradizione familiare.
Colui che vuole agire in modo più efficace, purificando anche la mente e l’intera individualità, si avvicinerà a un Guru per ottenere l’iniziazione (dīkṣā). Da quel momento le tradizioni familiari e i riti acquisteranno per costui una più profonda efficacia. Anche gli strumenti di sādhana7(yantra8, mantra9, upāsana10) impartiti dal Guru agiranno per il suo progresso interiore. In questo modo il suo percorso diviene una preparazione per la ricerca del mokṣa.
Questa ampia visione dell’induismo non ha equivalenti nelle tradizioni occidentali. Anche le antiche religioni precristiane, in particolare quella greco-romana, in molti aspetti così simili al Sanātana Dharma, erano strutturate diversamente. La religione nei paesi occidentali ha sempre avuto una connotazione familiare e sociale. Inoltre, lo scopo della Religione è sempre stato quello di fornire gli strumenti rituali per evitare l’inferno per raggiungere le dimore celesti dopo la morte. Il dominio della Religione si è limitato a questo. Se qualcuno desiderava ottenere l’iniziazione (dīkṣā) doveva superare i confini della religione e entrare in un dominio diverso, quello dell’esoterismo, dall’antica parola greca ἐσώτερος (leggi esòteros) il cui significato è “rivolto verso l’interno”. Il dominio dell’Iniziazione è dunque l’esote-rismo, mentre quello della Religione è l’essoterismo, il cui significato è “rivolto verso l’esterno”, ἐξώτερος (leggi exòteros). In realtà, nell’antica Grecia e a Roma, c’erano famosi santuari (come i maṭha e gli āśrama in India) dedicati alle iniziazioni chiamate Mysteria, dove era possibile avvicinarsi a un guru (mystagogòs11). L’ingresso in quei santuari era proibito ai profani, ovvero agli essoterici. Da questa atmosfera di segretezza e discrezione deriva il significato moderno di “mistero”12. Rituali, mantra e simboli degli antichi Mysteria erano segreti e abbiamo pertanto solo poche notizie scritturali che riferiscono prevalentemente le testimonianze di quegli iniziati che hanno violato il segreto. Nei nostri prossimi articoli spiegheremo meglio i Mysteria.
Quando il cristianesimo soppiantò l’antica religione olimpica greco-romana, la trasmissione esoterica (paramparā) continuò sotto la nuova forma religiosa cristiana13; ma come vedremo in seguito, il cristianesimo si divise nella Chiesa greco-ortodossa e nella Chiesa cattolica latina. La prima ha sempre mantenuto un atteggiamento di rispetto e devozione verso l’esoterismo e fino a oggi i monasteri ortodossi hanno conservato un sādhana (via iniziatica) il cui nome è Esicasmo, ἡσυχασμός (leggi hesychasmòs), “pace interiore”.
Al contrario la Chiesa cattolica, dopo aver rispettato il dominio esoterico14 per molti secoli, alla fine del Medioevo cambiò il suo atteggiamento. Scordando che l’ambito spirituale dell’iniziazione è diverso dal suo, cominciò a considerare l’esoterismo come una setta rivale. Questa mancanza di comprensione della Chiesa cattolica costrinse le varie organizzazioni iniziatiche (sampradāya) a una maggiore segretezza per difendersi dal sospetto di eresia15. Nel tardo Medioevo la Chiesa iniziò addirittura una vera e propria persecuzione contro gli iniziati, considerandoli eretici, anticristiani e persino satanisti. Nel 1313 d.C. il Re di Francia, con il consenso del Papa, Capo della Chiesa Cattolica, diede l’ordine di arrestare e bruciare vivi i Cavalieri Templari, i difensori dei sampradāya (organizzazioni iniziatiche) occidentali della casta cavalleresca. In pochi decenni quasi tutte le altre iniziazioni occidentali scomparvero. Da quel momento alla Chiesa romana rimase solo l’organizzazione religiosa; quindi un essoterismo senza esoterismo, ossia un frutto senza seme, una maschera senza volto. Questa assenza di dīkṣā e del suo percorso interiore è un’anomalia che le autorità hindū devono conoscere per comprendere le ragioni della deviazione cristiana occidentale.

Su questo argomento e le sue conseguenze torneremo più volte.

Devadatta Kīrtideva Aśvamitra

  1. O mukti la Liberazione dall’ignoranza e dalla ronda delle rinascite nel saṃsara[N.d.T.].
  2. I fini della vita dell’uomo, kāma, artha, dharma e mokṣa [N.d.T.].
  3. Il desiderio, gli appetiti per il piacere [N.d.T.].
  4. Ciò che è utile, che dà ricchezza e potere [N.d.T.].
  5. L’insieme dei precetti ritualistici sia esteriori sia iniziatici [N.d.T.].
  6. Risultato d’un atto meritorio, virtuoso [N.d.T.].
  7. La pratica del metodo e le varie tecniche ingiunte o insegnate da un Guru[N.d.T.].
  8. Un simbolo geometrico concesso al discepolo dal Guru dopo l’iniziazione che va meditato secondo le sue ingiunzioni; può rappresentare geometricamente vari gradi d’esistenza e stati dell’essere, su cui si deve meditare [N.d.T.].
  9. Formula o “incantesimo” da pronunciare, da sussurrare o da pensare, che si deve ripetere durante la meditazione [N.d.T.].
  10. Meditazione, concentrazione della mente su un oggetto esterno, su un mantra o su un pensiero [N.d.T.].
  11. Nell’antica Grecia era il sacerdote incaricato di dare un’istruzione preliminare a quanti dovevano essere iniziati ai riti misterici [N.d.T.].
  12. In India è possibile trovare qualche comportamento simile solo in certi circoli tantrici della mano sinistra (vāmācāra mārga).
  13. Ovviamente questo adattamento formale coinvolse anche altre correnti; tra queste la più importante è stata l’iniziazione ebraica degli Esseni (più tardi nota come Qabbalah), trasmessa da Gesù Cristo stesso. Ma l’Impero romano cristianizzato conservò anche alcune paramparā che provenivano da altre tradizioni fiorenti nei domini imperiali, come l’ermetismo, una via iniziatica di origine egizia e iniziazioni più intellettuali di origine celtica. Torneremo sull’argomento nei prossimi articoli.
  14. Se il Cattolicesimo ereditava i termini d’esoterismo e d’essoterismo dell’antica Grecia, le altre due religioni occidentali impiegarono espressioni proprie per definirli: nel giudaismo datt è l’essoterismo e la qabbalah l’esoterismo; nell’Islam la shari’a è l’essoterismo e il sufismo (tasawwuf) l’esoterismo.
  15. Analogamente nell’Islam moderno, la diffusione inarrestabile del fondamentalismo sta provocando una dura persecuzione del Sufismo.