Dall’Ordine al Caos

(auctores varii)

1. Religion and Dharma

The term Religion derives from the Latin Religio, and is composed by two different roots, res, i.e. “thing”, and the verb ligo, “to tie”. In this context it is not clear the real meaning of res, thing. It seems that res has been used to define all the citizens and the public goods included in the State apparatus. The State, in fact, was considered as a sacred entity, public ceremonies as rituals, public service as priesthood. The contacts with the Gods were mostly maintained trough the State, the public deeds and the state magistracies.

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1. Religione e Dharma

Il termine Religione deriva dal latino Religio, ed è composto da due radici diverse, res, “cosa” e il verbo ligo, “legare”. In questo contesto non è chiaro quale possa essere il vero significato di res. Sembra che in res, così impiegato, rientrino tutti i cittadini e i beni pubblici inclusi nell’apparato statale. Lo Stato era infatti considerato un’entità sacra, le cerimonie pubbliche erano rituali e nel servizio pubblico si espletava una funzione sacerdotale. I contatti con gli Dei erano per lo più mantenuti attraverso lo Stato, le funzioni pubbliche e le magistrature statali.

2. Esoterism and Exoterism

In the article “Religion and Dharma” we have described the main points of difference between the two concepts. However there is another aspect that sharply divides the Western Religions and the Hindū Dharma. In Hindū Dharma at every social and intellectual level it is well known what is mokṣa, the fourth and supreme aim (puruṣārtha) of human life. And no Hindū ignores that mokṣa means Liberation from saṃsāra.

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2. Esoterismo ed essoterismo

Nell’articolo “Religione e Dharma” abbiamo descritto le principali differenze tra questi due concetti. Tuttavia, c’è un altro aspetto che disgiunge nettamente le religioni occidentali dal Dharma hindū: in quest’ultimo, a ogni livello sociale e intellettuale è ben presente l’idea di mokṣa (la Liberazione), il quarto e supremo scopo della vita umana (puruṣārtha). E perciò ciascun hindū è consapevole che mokṣa significa Liberazione dalla schiavitù della trasmigrazione (saṃsāra).

3. Initiation and Mysticism

The meaning of the word “initiation” correctly expresses the saṃskṛta term dīkṣā. It derives from the Latin term initiatio, which described the ritual acceptation of a disciple in an initiatory organization, known as mysterium.

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3. Iniziazione e misticismo

Il significato della parola “iniziazione” esprime correttamente il significato del termine sanscrito dīkṣā. Deriva dal latino initiatio che indica l’accettazione rituale di un discepolo in un’organizzazione iniziatica, nota come Mysterium

4. Philosophy

In Archaic Greece anyone who was not satisfied of the narrow aims and means of religious exoterism, had to applay to a sanctuary of some Mysteries to be initiated. There, the mystagogue ritually prepared the aspirant to initiation, prescribing him purifications, fasts and other preliminary rituals.

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4. Filosofia

Nella Grecia arcaica, chiunque non fosse soddisfatto dei risultati limitati della pratica essoterica, poteva rivolgersi a un santuario per ricercare l’iniziazione ai Misteri. In quella sede il mistagogo preparava ritualmente l’aspirante all’iniziazione, prescrivendogli purificazioni, digiuni e altre ritualità preliminari.

5. The Historical Approach

With the previous short articles we intended to provide the traditional hindū readers with the first critical tools to understand the general situation of Western Civilization. Further details will be provided with next contributions, in this case referred to a particular field or period. By gathering this information, our readers will be able to dissolve the intricate knots that make Western Civilization so difficult to understand…

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5. L’approccio storico

Con i precedenti articoli abbiamo cercato di fornire ai lettori di tradizione hindū gli strumenti critici necessari per comprendere la situazione generale della civiltà occidentale; lo studio di aspetti e di periodi storici specifici sarà affrontato nei contributi che seguiranno. Acquisendo queste informazioni, i nostri lettori saranno in grado di sciogliere gli intricati nodi che rendono la civiltà occidentale così difficile da capire per lo spirito tradizionale.

6. The Gold Age. The Hyperboreans

There is a “Holy Land” par excellence, which is the prototype for any other. That spiritual centre, to which the other sacred lands are subject, is the seat of the Primeval Tradition, or Sanātana Dharma, from which all the other Traditions, in dhārmika or religious shape, have derived adapting themselves to a time, to a place and to a mankind.

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6. L’Età dell’Oro: gli Iperborei

C’è una “Terra Santa” per eccellenza che è il prototipo di tutte le altre. Questo centro spirituale a cui sono soggette tutte le altre “terre sacre” è la sede della Tradizione Primordiale o Sanātana Dharma, da cui ogni Tradizione, a forma dhārmika o religiosa, deriva adattandosi a condizioni di tempo, luogo e generazione di umanità.

7. Atlantis. The beginning of Western Civilization (I)

The Greek poet Hesiod has been the first to hand down the most important information about the ancient western mythology. He wrote that during the Golden Age men lived without suffering anguish, misery and old age. They fed on the fruits that the earth spontaneously offered in abundance. Human beings were born directly from the earth and there was no sexual generation.

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7. Atlantide: l’inizio della Civiltà occidentale (I)

Il poeta greco Esiodo è stato il primo a trasmettere le informazioni più importanti sull’antica mitologia occidentale. Scrisse che durante l’Età dell’Oro gli uomini vivevano senza soffrire angoscia, miseria e vecchiaia e si nutrivano dei frutti che la terra offriva spontaneamente in abbondanza. Gli esseri umani nascevano direttamente dalla terra e senza alcuna generazione sessuata

8. Atlantis: Other sources (II)

Plato informs us that for the Atlanteans the preferred sacrificial victim was the bull. In Greek mythology, the sacrifice of the bull has been established during the Bronze Age by Titan Prometheus, brother of Atlas.

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8. Atlantide: altre fonti (II)

Platone ci informa che per gli Atlantidi la vittima sacrificale preferita era il toro. Nella mitologia greca1, il sacrificio del toro è stato stabilito durante l’Età del Bronzo dal Titano Prometeo, fratello di Atlante. Il sacrificio del toro accomuna gli Atlantidi a diverse popolazioni del bacino del Mediterraneo dove navigavano, avevano colonie, commerci e dove alcuni di loro fuggirono dopo il cataclisma, diffondendo la loro discendenza e assicurando così la sopravvivenza della loro Tradizione.

9. The Greek Civilization: The dark side (I)

Before addressing the subject of ancient Greek civilization and its religion, let us point out some notes that explain its general characteristics. We start exposing some aspects of the dark side of this civilization that corresponds to its Antlantidean component. This preface is necessary considering that these features have negatively influenced the whole Western civilization until contemporary times.

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9. La civiltà greca: il lato oscuro (I)

Prima di affrontare il tema della civiltà greca antica e della sua religione, proponiamo alcune note per spiegare le sue caratteristiche generali. Iniziamo ad esporre alcuni aspetti del lato oscuro di questa civiltà che evidenziano la sua matrice atlantidea. Questa premessa è tanto più necessaria se si considera che questi tratti distintivi hanno influenzato negativamente l’intera civiltà occidentale fino ai tempi odierni.

10. The Greek Civilization: The bright side (II)

The "bright side" of Greek civilization is the result of positive adjusts due to the Hyperborean influence on Greek society of Atlantean origin. Ancient Greek historians, in fact, tell the several mysterious visits to Greece by Hyperborean emissaries coming from the North.

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10. La Civiltà greca: il lato luminoso (II)

Quello che corrisponde al “lato luminoso” della civiltà greca è il risultato di evidenti raddrizzamenti dovuti all’influenza iperborea su questa società di origine atlantidea. Gli antichi storici greci raccontano infatti di varie e misteriose visite compiute in Grecia da emissari iperborei provenienti dal nord.

11. The Greek Civilization: The bright side (III)

Esoterism, the Mysteries: In ancient Greece, from immemorial time, esoterism, the initiatic dominion, had the form of Mysteries. As already explained in the third article in this series (3- Initiation and Mysticism), Mystery means something incommunicable, as well as myste, the initiate, has the same meaning and etymological origin of muni, the one who remains silent.

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11. La Civiltà greca: il lato luminoso (III)

Esoterismo, i misteri: da tempo immemorabile l’esoterismo, il dominio iniziatico, nell’antica Grecia aveva assunto la forma dei Misteri. Come già spiegato nel terzo articolo (Iniziazione e Misticismo), Mistero significa qualcosa di incomunicabile e myste, l’iniziato, ha lo stesso significato e origine etimologica di muni, colui che rimane in silenzio.

12. Pythagoras

Pythagoras was born in 570 a. C. in Samos, the easternmost among the Greek Islands, important site of commercial and cultural exchanges. His works have been lost. The information about his life and his teachings comes from later authors who handed down what they knew about him mostly by oral traditions and by some written texts lost over the time.

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12. Pitagora

Pitagora Pitagora nacque nel 570 a. C. a Samo, la più orientale fra le isole greche, importante sito di scambi commerciali e culturali. Dato che le sue opere sono andate perdute, le informazioni sulla sua vita e sui suoi insegnamenti provengono da autori successivi che hanno trasmesso ciò che avevano appreso su di lui, per lo più attraverso le tradizioni orali e alcuni testi scritti che col tempo andarono poi anch’essi perduti.

13. Plato

Plato (428/427 B.C.) was born in Athens from an illustrious noble family: His father was descendant of Codrus, the last King of Athens and his mother of Solon. Therefore he had an aristocratic education. He had Socrates as teacher and, in his works he transmitted the thought and the personality of the philosopher. However, Socrates cannot be considered Plato's dīkṣāguru, because he always refused to be initiated to the Mysteries.

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13. Platone

Platone Platone (428/427 a. C.) nacque ad Atene da un’illustre famiglia nobile: suo padre era discendente di Codro, l’ultimo re di Atene, e sua madre di Solone; pertanto ricevette una raffinata educazione aristocratica. Aveva Socrate come insegnante e nelle sue opere ne espose il pensiero e ne descrisse la personalità. Tuttavia, Socrate non può essere considerato il vero dīkṣāguru di Platone, perché rifiutò sempre di essere iniziato ai Misteri.

14. The Iliad

In conclusion of this series of articles concerning the ancient Greek Civilization we give a brief description of the two Epic Poems that de facto became its sacred texts. Greek literature begins in the 8th century B. C. with these Epics, the Iliad and the Odyssey, attributed to the blind poet Homer, about whom we have little information. Probably he was born in Chios, where a guild of bards (kavi), called Homerids, had been active for many centuries.

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14. L’Iliade

A conclusione di questa serie di articoli riguardanti l’antica Civiltà Greca trattiamo brevemente dei due poemi epici che di fatto divennero i Libri sacri di quei popoli. Si può affermare che la letteratura greca iniziò nel VIII secolo a.C. proprio con questi due componimenti epici, l’Iliade e l’Odissea, attribuiti a un poeta cieco di nome Omero di cui abbiamo poche e frammentarie notizie. Probabilmente era nato a Chio, dove una compagnia di bardi (sskrt. kavi), chiamata “Omero”, era stata attiva per molti secoli.

15. The Odyssey

The second Poem of Homer, the Odyssey (Ὀδύσσεια, read Odǘsseia), relates the sea travels of Odysseus (Ὀδυσσεύς, read Odüssèus), the Greek hero returning to his Kingdom, the island of Ithaca, after the destruction of Troy.

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15. L’Odissea

L’Odissea Il secondo Poema di Omero, l’Odissea (Ὀδύσσεια, leggi Odỳsseia), racconta i viaggi per mare di Ulisse (Ὀδυσσεύς, leggi Odyssèus), l’eroe greco che dopo la distruzione di Troia cercò di far ritorno al suo regno, l’isola di Itaca.

16. The Neoplatonics

In 337 B.C. Philip the II, King of Macedonia, seized the whole Greece, taking it away from the Persian hegemony. Macedonia was a small kingdom located north of Greece, considered by the Hellenes as a barbarian country. The great military and administrative ability of its ruling dynasty led Macedonia to become a colossal Empire. Alexander the Great, son of Philip the II, defeated the Persians and the Egyptians arriving to conquer all the territories from Greece, to the Nile and the Indus rivers.

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16. I Neoplatonici

Nel 337 a.C. Filippo II, Re di Macedonia, s’impadronì di tutta la Grecia, affrancandola dal dominio persiano. La Macedonia era un piccolo regno situato a nord della Grecia e considerato dagli Elleni come un paese barbaro; ma la grande forza militare e la perizia amministrativa della sua dinastia regnante portò la Macedonia a diventare in breve un impero immenso. Alessandro Magno, figlio di Filippo II, sconfitti i Persiani e gli Egiziani, conquistò tutti i territori compresi tra la Grecia, il fiume Nilo e l’Indo.

17. Gnosis and Gnosticism

In ancient Greek, gnosis (γνῶσις, read gnòsis) meant the knowledge reached through the initiation path of the Mysteries. The word is related to the saṃskṛta term jñāna both in etymology and purport. Therefore, it was synonymous with sophia (σοφία, read sofìa), wisdom or sapience. However, gnosis also had the sense of the intellectual and discriminative method used to attain wisdom and, in this sense, it can be well rendered in saṃskṛta as Brahmavidyā. Therefore, the Gnostes (γνώστης, read gnòstes, sskr .jñāni) was a man who, having been prepared theoretically by philosophy and after having been initiated into the Mysteries, had attained real knowledge through intellectual inquiry (jñānaśakti vicara), rather than through sacrificial rituals or devotion.

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17. Gnosi e gnosticismo

Nella lingua greca antica, con gnosi (γνῶσις, leggi gnòsis) si intendeva la conoscenza acquisita attraverso il percorso del sentiero iniziatico dei Misteri. La parola è correlata al termine sanscrito jñāna sia per l’etimo sia per il senso, dunque, era considerata sinonimo di sophia (σοφία, leggi sofìa), “saggezza” o “sapienza”. La gnosi era anche contraddistinta dal metodo intellettuale e discriminatorio usato per raggiungere questa saggezza, e in tal senso, può essere ben resa in sanscrito dal termine Brahmavidyā. Lo Gnostico (γνώστης, leggi gnòstes, sskrt. jñāni) era perciò un uomo che veniva preparato teoricamente con la filosofia e, dopo essere stato iniziato ai Misteri, poteva raggiungere la vera conoscenza attraverso l’indagine intellettuale (jñānaśakti vicara) piuttosto che attraverso sacrifici, rituali o devozione.

18. The Origins of Rome

When the Greeks conquered and destroyed Troy with fire, Æneas had escaped it taking with him both the images of protective Deities of the city and the simulacra of the Ancestors. After crossing the sea among a thousand dangers, the Trojan prince landed on the shore of Latium, a region of central Italy.

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18. Le origini di Roma

Quando i Greci conquistarono e distrussero Troia con il fuoco, Enea fuggì portando con sé sia le immagini delle Divinità protettrici della città sia i simulacri degli antenati. Dopo aver attraversato il mare tra mille pericoli, il principe troiano sbarcò sulle rive del Lazio, una regione dell’Italia centrale.

19. Rome: from the Kingdom to the Empire

In antiquity, Rome was ruled by seven Kings, characters participating in both mythical and historical reality. In fact, they are comparable in many ways to the seven Manus of the past, since each one of them brought a different legislation to the state. These rulers are reminiscent of the seven ṛṣi and the seven planets for the different sciences that were developed during their reigns. The last King, Tarquinius Superbus, has gone down in history for his cruelty and tyranny.

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19. Roma: dal regno all’Impero

Alle origini Roma fu governata da sette Re che costituiscono il trait d’union fra la realtà mitica e il divenire storico; per tal motivo queste figure emblematiche sono paragonabili, sotto diversi aspetti, ai sette Manu purāṇici dell’India, poiché ognuno di loro ha dotato lo Stato d’una sua legislazione. Questi governanti ricordano anche i sette ṛṣi2 e i sette pianeti corrispondenti alle diverse scienze che si sono sviluppate durante i loro regni. L’ultimo re, Tarquinio il Superbo, è passato alla storia per la crudeltà della sua tirannia e per questo motivo il Senato e il popolo romano si sollevarono e lo bandirono dalla città.

20. Celtic Tradition

With the name of Celts, we identify a group of tribes that, around 1000 BC, descended from the north and expanded into Scotland, England and Ireland and, from there, over a good part of continental Europe. The name of these similar populations comes from the name of the priestly caste that characterized them with their doctrines. Celta, as Chaldean and Culdean was therefore the name of all the categories of priests.

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20. La Tradizione Celtica

Con il nome di Celti, s’identifica un gruppo di tribù che intorno al 1000 a.C. discesero dal nord e si diffusero in Scozia, Inghilterra e Irlanda e da lì, in buona parte dell’Europa continentale. Il nome di questo gruppo etnico deriva da quello della casta sacerdotale che le aveva accomunate con la sua dottrina. Celt, come Caldeo e Culdean era quindi il nome della loro classe sacerdotale pre-druidica. I greci ritennero che questo termine derivasse dalla radice KEL (κελ) che significa “misterioso”, “occulto”.

21. The Semitic Religions

The Sumerians arrived in the South Mesopotamia (current Iraq) around 4000 BC. According to their written sources, they arrived by sea from the East. The populations that they found and subjugated in that area were the Semitic branch of the Sea Peoples, which we have already found as heirs of the degenerate Atlantean civilization. The Sumerian civilization was the first that in western Asia used a form of writing, first in a pictographic form, then in a stylized cuneiform alphabet.

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21. Le religioni semitiche

I Sumeri arrivarono nella Mesopotamia meridionale (l’attuale Iraq) intorno al 4000 aC. Secondo le loro fonti scritte, arrivarono via mare dall’Oriente. Le popolazioni che hanno trovato in quell’area e che hanno sottomesso erano il ramo semitico dei popoli del mare, che abbiamo già trovato come eredi della civiltà degenerata di Atlantide.

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22. The origins of Christianity

As mentioned in the previous chapter, the Bible of the Jews identifies with the Law (Tōrāh), composed of first five Books (Greek Πεντάτευχος, Pentateuch) attributed to Moses, but certainly elaborated soon after returning to Palestine, i.e. after 520 BC. Only at a later time, a new part called the Prophets was added to the initial nucleus: these chapters, written around the 3rd century BC, are dedicated to the predications and deeds of the prophets (Nevi‘ìm).

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22. Le origini del Cristianesimo

Come è stato scritto nel capitolo precedente, la Bibbia degli ebrei si identificava con la Legge (Tōrāh), composta da cinque Libri (Πεντάτευχος, Pentàteucos) attribuita a Mosé, ma certamente elaborata subito dopo il ritorno in Israele, ossia dopo il 520 a.C. Più tardi, a questo nucleo iniziale, si aggiunse una nuova parte chiamata Profeti: questi capitoli, scritti attorno al III secolo aC sono dedicati alle predicazioni e alle imprese dei profeti (Nevi’ìm).

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23. Jesus the Christ

In the popular use the binomial “Jesus Christ” has become a sort of name and surname. Nothing is more wrong: Christ in Greek means “anointed King”. It is therefore the exact translation of the Hebrew word Messiah (Heb. māšīāḥ), and it indicates the function of Jesus to the eyes of his disciples. The King who became such by inheritance or acclamation, had to be confirmed by the Temple priests (Heb. kohen, Sskr: pujārī) with the anointing ritual.

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23. Gesù il Cristo

L’uso popolare ha fatto del binomio Gesù Cristo una sorta di nome e cognome. Nulla di più errato: Cristo in greco significa “Re unto”. Si tratta dunque della esatta traduzione del termine ebraico Messia (Ebr. māšīāḥ), e questo ci indica con precisione quale fosse la funzione di Gesù agli occhi dei suoi discepoli. Il Re che diventava tale per ereditarietà o per acclamazione, doveva essere confermato da parte dei sacerdoti del Tempio per mezzo del rito dell’unzione: Nel Tempio era conservata una ampolla di olio consacrato che era usata per “ungere” la testa di ogni persona che fosse nata nella tribù sacerdotale di Levi per dedicarsi al culto del loro Dio come sacerdote (Ebr. kohen).

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24. How Christianity became a religion independent from Judaism

On Easter Sunday, some disciples went to visit the tomb of Jesus and found it empty. The body had disappeared, leaving only the bandages with which it had been wrapped. Consequently, the disciples proclaimed the resurrection of Christ from the afterworld. They proclaimed that this miracle, unique in the history of humanity, was the sign of a renewed bond between God and men: the “New Covenant”.

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24. Come il cristianesimo divenne una religione autonoma dal Giudaismo

La domenica di Pasqua alcuni discepoli si recarono a visitare il sepolcro di Gesù e lo trovarono vuoto. Il corpo era sparito, lasciando soltanto le bende con cui era stato avvolto. In questo modo i discepoli proclamarono la resurrezione del Cristo dal regno della morte. Essi affermarono che questo miracolo, unico nella storia dell’umanità, era il segno di un rinnovato legame tra Dio e gli uomini: la nuova alleanza.

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25. After the resurrection

As we have already stated, Westerners are obsessed with temporal becoming. For this reason, they are unable to consider the facts for what they are. They must consider them only in the historical perspective, as if history were able to explain its meaning. The Hebrew part of the Bible, known as the Old Testament, is the history of the Jewish people and. The Christian part of the Bible, the New Testament, is the history of Jesus and his direct disciples. The events that followed the death Jesus and his burial are very enigmatic.

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25. Dopo la resurrezione

Come abbiamo già affermato, gli occidentali sono ossessionati dal divenire temporale. Per questa ragione sono incapaci di considerare i fatti per quello che sono. Li devono considerare solamente nella prospettiva storica, come se la storia fosse capace di spiegarne il significato. La parte ebraica della Bibbia, l’Antico Testamento è la storia del popolo ebraico e la parte cristiana della Bibbia, il Nuovo Testamento, è la storia di Gesù e dei suoi discepoli diretti. Gli avvenimenti che seguirono la morte e la sepoltura di Gesù sono molto enigmatici.

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26. The first century of Christianity

After the Spirit took possession of their hearts, the apostles and the disciples of the Christ began to wander villages and cities performing miraculous healings. Often once again possessed, they spoke languages they did not know. They were not the only ones. In Palestine, that period was marked by turmoil, violence and religious fanaticism and everywhere social agitators proclaimed new prophets or Messiah, preaching the collapse of the Roman Empire, the advent of the Kingdom of Israel over the whole earth and the coming of the end of the world.

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26. Il primo secolo del Cristianesimo

Come abbiamo già affermato, gli occidentali sono ossessionati dal divenire temporale. Per questa ragione sono incapaci di considerare i fatti per quello che sono. Li devono considerare solamente nella prospettiva storica, come se la storia fosse capace di spiegarne il significato. La parte ebraica della Bibbia, l’Antico Testamento è la storia del popolo ebraico e la parte cristiana della Bibbia, il Nuovo Testamento, è la storia di Gesù e dei suoi discepoli diretti. Gli avvenimenti che seguirono la morte e la sepoltura di Gesù sono molto enigmatici.

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27. The esoterism-exoterism separation in the primitive Church

In the epistles, St. Paul shows good knowledge of the Greek Mysteric doctrines. In particular, like the Pythagoreans and the Platonists, in the human aggregate he distinguished three levels: the gross body (ὕλη, read hỳle, the substance), the soul (ψυχή, read psykhé) and the spirit (πνεῦμα, read pnéuma). In this way, depending on the preponderance of one level on the others, he divided human beings into three categories: carnal, psychic and pneumatic (I Corinthians, 15.44).

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27. La separazione di esoterismo ed essoterismo nella Chiesa primitiva

Nelle epistole, San Paolo dimostra una buona conoscenza delle dottrine misteriche elleniche. In particolare, come i pitagorici e i platonici, egli distingueva nell’aggregato umano tre livelli: il corpo grossolano (ὕλη, hyle, lett. la sostanza), l’anima (ψυχή, psykhé) e lo spirito (πνεῦμα, pnéuma). In questo modo, secondo la preponderanza d’un livello sugli altri, suddivideva gli esseri umani in tre categorie: carnali, psichici e pneumatici (I Corinzi, 15, 44).

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28. The Roman Empire and Christianity

As previously described in chapter XIX of this series, the Roman Empire, as an institution, was an initiatic hierarchy that overlapped the Republic, without altering the structure of the latter. The Emperor was the supreme head of the army and, at the same time, was the Grand Master of chivalric initiations. However, only a patrician could become Emperor and, as such, he was also the head of both the priestly initiatic hierarchy and the hierarchy of the exterior priesthood. The first magisterial power corresponded to Rex Sacrorum, King of the sacred, as for example the sacrificial affairs; the second charge was that of Pontifex Maximus…

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28. L’Impero Romano e il Cristianesimo

Come è stato descritto nel capitolo XIX di questa serie, l’Impero Romano, come istituzione, fu una gerarchia iniziatica che si sovrappose alla Repubblica, senza alterare la struttura di quest’ultima. L’Imperatore era il capo supremo dell’esercito e, allo stesso tempo, era il Gran Maestro delle iniziazioni cavalleresche. Tuttavia solamente un patrizio poteva essere Imperatore e, come tale egli era anche capo della gerarchia iniziatica sacerdotale e della gerarchia del sacerdozio esteriore. Il primo magistero corrispondeva a Rex Sacrorum, Re di ciò che è sacro, come per esempio i sacrifici; la seconda carica era quella di Pontifex Maximus…

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29. The Flood and the Ark

The barbarian populations, fleeing before the push of the Huns proceeding from the East, sought refuge in the westernmost Roman provinces. In this way the Eastern Roman Empire suffered much less the invasions by the Anglo-Saxon peoples. For the Western Roman Empire, the barbarian invasions represented a universal flood, a real pralaya that ended the glorious historical cycle of Roman rule, which lasted for more than twelve centuries. The invasions were catastrophic: the splendid Latin civilization was struck to the ground, the cities were devastated and burned, the population exterminated, the houses, the temples, the churches, the palaces, looted.

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29. Il Diluvio e l'Arca

Le popolazioni barbare che fuggivano davanti alla spinta degli unni provenienti da Oriente, cercarono rifugio presso le province romane più occidentali. In questo modo l’Impero Romano d’Oriente soffrì molto meno delle invasioni da parte dei popoli anglosassoni. Per l’Impero Romano d’Occidente le invasioni barbariche rappresentarono un vero diluvio universale, un pralaya che concluse il glorioso ciclo storico del dominio romano, durato per più di dodici secoli. Le invasioni furono rovinose: la splendida civiltà latina fu stroncata, le città devastate e date alle fiamme, la popolazione sterminata, le case, i templi, le chiese, i palazzi saccheggiati.

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30. The second conversion of Europe to Christianity

Maewyin Succat, later known as St. Patrick, was born around 385 AD in Britain. His father Calpurnius was a Roman patrician and his mother Conchessa a Briton woman of Druidic priestly descent. At the age of sixteen, he was kidnapped by Scots pirates and brought to Ireland. During the period of captivity he became fascinated by the green island and its proud inhabitants.

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30. La seconda conversione dell’Europa al Cristianesimo

Maewyin Succat, più tardi noto come S. Patrizio, nacque intorno al 385 in Britannia. Suo padre Calpurnio era un patrizio romano e sua madre Conchessa una britanna di famiglia sacerdotale druidica. A sedici anni fu rapito da pirati scoti, e portato in Irlanda. Nel periodo di prigionia egli rimase affascinato dalla verde isola e dai suoi fieri abitanti.

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31. The Franks and Charlemagne

The Franks were distinguished for their warrior and strategic abilities, and not only for the courage and the ruthlessness typical of the other barbarian peoples of Germanic descent. They were first mentioned by Tacitus who placed them in the region corresponding to the present Belgium, Holland and Rhineland. Throughout the period between the 2nd and 4th centuries AD, the Franks exercised a continuous pressure on the Gaul-Roman frontier, often reporting military successes having quickly learned from the imperial army the refined Roman art of war.

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31. I Franchi e Carlo Magno

I Franchi si distinguevano per abilità guerriera e strategica, e non solamente per il coraggio e la spietatezza tipica degli altri popoli barbari di stirpe germanica. Tacito li nomina per la prima volta e li colloca in quella regione che oggi corrisponde al Belgio, Olanda e Renania. Per tutto il periodo compreso tra il II e il IV secolo d.C. i Franchi, ripetutamente, premettero sulla frontiera gallo-romana, riportando spesso successi militari avendo appreso rapidamente dai loro nemici Romani le raffinate arti della guerra.

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32. The Holy Roman Empire

With the coronation of Charlemagne, not only did the Roman Empire re-emerged on the surface of the diluvial waters of the barbarian invasions, but also the title of Imperator, which designated the head of the Roman military initiatic organization. As already mentioned in the preceding chapters, Augustus was the founder of the Empire. Under his direction, the initiatic structure of the equites was conveniently laid over the former Republican institutions with the purpose of preserving them. Thus, the head of the chivalry initiatic hierarchy directly assumed ad interim the supreme power of the State, which the exterior political institutions were no longer able to exercise.

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32. Il Sacro Romano Impero

Con l’incoronazione di Carlo Magno, non soltanto l’Impero Romano riaffiorava alla superficie delle acque diluviali delle invasioni barbariche, ma anche il titolo di Imperator che designava il capo dell’organizzazione iniziatica militare romana. Come si è letto nei capitoli che precedono, Augusto aveva fondato l’Impero, sovrapponendo alle istituzioni della Repubblica la struttura iniziatica degli equites romani, senza con questo abrogarle. Il capo delle gerarchie iniziatiche cavalleresche assumeva così direttamente ad interim il potere supremo dello Stato che le istituzioni politiche esteriori non erano state più in grado di esercitare.

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33. Feudalism and Chivalry

Charlemagne (742-814) began structuring the Empire on the basis of the Roman military initiatic organization, an undertaking that was completed by Emperor Henry II the Saint, of the dynasty of Saxony (978-1024). Society was divided into four classes: priests, nobles, free men and servants. The monks were not considered part of the clergy, being in all respects outside and above the divisions of Christian-Latin society.

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33. Il Feudalesimo e la Cavalleria

Carlo Magno (742-814) iniziò a strutturare l’Impero sulla base dell’organizzazione iniziatica militare romana, compito che fu portato a termine dall’Imperatore Enrico II il Santo, della dinastia di Sassonia (978-1024). La società fu divisa in quattro classi sociali: i sacerdoti, i nobili, gli uomini liberi e i servi. I monaci non erano compresi nel clero, essendo considerati al di fuori e al di sopra delle divisioni della società cristiano-latina.

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34. Crisis of the Carolingian Empire and New Barbarian Invasions

We must now dedicate a few words to the historical chronicle necessary to explain the great changes that preceded the collapse of Tradition in the West. ​ Following the custom of the earlier Frankish rulers, Charlemagne divided his dominions into three parts. His son Pepin (or Carloman) received the Kingdom of Italy, which included all the domains that had previously belonged to the Lombards and to the Byzantines. as well as, the Patrimony of St. Peter and the Kingdom of Burgundy that were both direct vassals.

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34. Crisi dell’Impero carolingio e nuove invasioni barbariche

Dovremo ora dedicare alcune pagine alla storia, necessarie per spiegare le grandi modifiche che precedettero il crollo della Tradizione in Occidente. Carlo Magno divise i suoi domini in tre parti, seguendo i costumi dei sovrani franchi che lo avevano preceduto. Al figlio Pipino (o Carlomanno) aveva lasciato il Regno d’Italia, che comprendeva tutti i domini già appartenuti ai Longobardi, ai Bizantini, oltre al Patrimonio di S. Pietro e al Regno di Burgundia, suoi vassalli.

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35. L'apogeo dell'Impero e la riforma del cattolicesimo

La deposizione nell’anno 887 di Carlo III il Grosso, gravemente invalido, rappresenta la conclusione della dinastia carolingia. L’Impero entrò in una fase di stallo a causa della vacanza imperiale. Gli storici in generale, abituati a vedere con gioia “rivoluzioni” ovunque, considerano questa una svolta storica dalla quale l’Impero sarebbe uscito radicalmente cambiato. Nulla di più falso. Durante quei sette decenni il sistema feudale si consolidò secondo le linee che erano state stabilite fin dall’epoca di Carlo Magno.

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35. The Apogee of the Empire and the Renovation of Catholicism

The deposition in the year 887 of Charles III the Fat, severely invalid, represents the conclusion of the Carolingian dynasty. The Empire, thus, entered a stalemate due to the imperial vacancy. Historians in general, accustomed to joyfully welcoming “revolutions” on every occasion, consider this event a historical turning point from which the Empire underwent a radically change. Nothing could be falser. During those seven decades, the feudal system was consolidated according to the principles established since the time of Charlemagne.

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36. The Conflict between Empire and Papacy

Rivers of ink have been written on the subject we are about to present. Unfortunately, the prejudicial hatred against Tradition, which has since dominated Western thought, has given it a partisan description. Sometimes, in the interpretation of facts, reality has been overturned. For this reason, we will try to offer a traditional revision, which reflects what really happened. As we said in the previous chapter, the restoration of the Latin Church was an initiative of the Empire for the salvation of Christendom. The chosen instrument was the institution of the monastic orders. Until then, monasticism consisted of cœnobia and hermitages that were completely autocephalous.

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36. Il conflitto tra Impero e papato

Sull’argomento che stiamo per trattare sono stati versati fiumi d’inchiostro. Purtroppo il pregiudiziale odio contro la Tradizione, che da allora domina il pensiero occidentale, ne ha dato una descrizione partigiana. A volte, nell’interpretazione dei fatti la realtà è stata rovesciata; per questa ragione cercheremo di darne una versione tradizionale, che rispecchi realmente ciò che accadde. Come abbiamo detto nel capitolo precedente, la restaurazione della Chiesa latina fu una iniziativa imperiale per la salvezza della cristianità. Lo strumento prescelto fu l’ordine monastico. Il monachesimo, fino allora, era costituito da cenobi ed eremi totalmente autocefali.

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37. Catholicism and Orthodoxy: The Split of the Church

The first important sees of Christianity were those of Jerusalem, Rome, Alexandria of Egypt and Antioch of Syria. These wealthy cities of the Roman Empire had become the residence of the most influential bishops St. James, brother of Jesus the Christ and chief of the Church, was bishop in Jerusalem. This was the main and most prestigious seat as it was the city destined to be the capital of the Messiah and the place where his martyrdom was set to take place.

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37. Cattolicesimo e Ortodossia: la spaccatura della Chiesa

Le prime importanti sedi della cristianità furono quelle di Gerusalemme, Roma, Alessandria d’Egitto e Antiochia di Siria. Queste cospicue città dell’Impero Romano erano diventate la residenza di vescovi particolarmente influenti: a Gerusalemme fu vescovo S. Giacomo, fratello di Gesù il Cristo e capo della chiesa. Questa era la sede principale e più prestigiosa in quanto era la città di cui il messia doveva aver fatto la sua capitale e in cui fu martirizzato.

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38. Deleterious results of the Church’s secularization

The serious disturbances of the Imperial Ecumene caused by the reckless reforms of Catholicism promoted by the popes of the 11th century caused unpredictable consequences. These are the protagonists of such ruin: the popes of the early 11th century were largely puppets or exponents of the Counts of Tusculum family. Of plebeian origins, they intermarried with the rival Roman patrician family of the Crescencii, becoming increasingly influential in Rome. They became the schemers behind the papal election and the dismissal of the imperial popes. Sergius IV, born Boccadiporco (i.e. Pig Snout!) (1009-1012), son of a cobbler, was the first of the long list of popes imposed by the Tusculum.

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38. I deleteri risultati della secolarizzazione della Chiesa

Le gravi perturbazioni dell’ecumene imperiale, provocate dalle sconsiderate riforme di secolarizzazione della Chiesa cattolica promosse dai papi dell’XI secolo, provocarono delle conseguenze imprevedibili. Questi i protagonisti di tanta rovina: i papi dell’inizio de XI secolo furono in gran parte marionette o esponenti della famiglia dei conti di Tuscolo. Costoro, di origini plebee, imparentandosi con la rivale famiglia de’ Crescencii, patrizia romana, divennero sempre più influenti a Roma, controllando l’elezione papale e la destituzione dei papi imperiali. Sergio IV Boccadiporco (!) (1009-1012), figlio d’un calzolaio, fu il primo della serie dei papi imposti dai Tuscolo.

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39. The Military-Monastic Orders

The events that occurred during the 11th century had important repercussions on the civil structure of Latin Christianity. The feudal system, which had shaped the structure of the Empire on the hierarchy of the initiatic paths of the warrior caste, had entered in crisis. The Roman Catholic Church, restored by the will of the Emperors, became the main rival of the Holy Roman Empire on the political and secular levels.

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39. Gli Ordini monastico-cavallereschi

Gli accadimenti che si produssero nel corso del XI secolo ebbero importanti ripercussioni nella struttura civile della cristianità latina. Il sistema feudale, che aveva modellato la struttura dell’Impero sulla gerarchia delle vie iniziatiche della casta guerriera, era entrato in crisi. La chiesa cattolica romana, restaurata per volontà degli Imperatori, diventò la principale rivale del Sacro Romano Impero sul piano politico e secolare.

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40. The Round Table and the Quest for the Grail – I

From the historical point of view, the novels of both the Round Table and the Grail suggest an underground current that emerged at a given moment. Soon, however, it retracted to become invisible, almost as if an obstacle or an imminent danger had been felt. In fact, these novels appeared in a short period of time between approximately the last quarter of the twelfth century and the end of the first quarter of the 13th century, a period marked by the first decline of the tradition in Europe.

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40. La Tavola Rotonda e la cerca del Graal – I

Dal punto di vista storico i romanzi della Tavola Rotonda e del Graal fanno pensare ad una corrente sotterranea affiorata ad un dato momento, ma subito ritrattasi e resasi nuovamente invisibile, come se si fosse avvertito un ostacolo o un pericolo preciso. Infatti, tali racconti appaiono in un breve lasso di tempo che, approssimativamente, inizia nell'ultimo quarto del XII secolo e termina nel primo quarto del XIII, periodo che, in Europa, segna l’inizio del declino della tradizione medievale.

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41. The Round Table and the Quest for the Grail – II

The whole Arthurian narrative is an allegory, whose knots must be solved by interpreting the symbols. So far, we have described the adventures of the Round Table as the normal turn of events in the course of the life of knights. To be clearer, the aspiring knight arrives at the presence of King Arthur and presents his nobility by birthright, specifying his father’s name and lineage. He then sets firth his request to receive the knightly initiation. The King then either keeps him close by his side or entrusts him to some other castellan, earl, duke or King, who is well-known for his knowledge on the art of chivalry.

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41. La Tavola Rotonda e la cerca del Graal – II

Naturalmente tutto il racconto arturiano è una allegoria, i cui nodi si devono sciogliere interpretandone i simboli. Finora abbiamo descritto le avventure della Tavola Rotonda come il normale avvicendamento di eventi nel corso della vita di cavalieri. Per essere più chiari, l’aspirante cavaliere si rivolgeva a re Artù qualificandosi nobile di nascita e specificando la sua famiglia e il nome del padre; quindi chiedeva di essere ammesso all’iniziazione cavalleresca. Il Re lo tratteneva presso di sé oppure lo dirottava presso qualche altro castellano, conte, duca o altro Re, noti per la loro conoscenza dell’arte della cavalleria.

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42. Knights, Troubadours and Faithful of Love

Who were in reality the authors of the novels of King Arthur and the Holy Grail? They were poets who belonged to a category usually known as troubadours. They were all of noble or clerical-monastic descent. As already demonstrated, the troubadours were the initiatic knightly brotherhood of the Faithful of Love. At the beginning they were errant knights, but towards the middle of the 12th century they were integrated in the ranks of monastic-knightly Orders, in particular among the Templars and the other branches derived from the Order of the Temple.

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42. Cavalieri, Trovatori e Fedeli d’Amore

Chi erano in realtà gli autori dei romanzi di re Artù e del Graal? Essi appartenevano a una categoria di poeti che si suole definire trovatori. Erano tutti di estrazione nobiliare o clericale-monastica. Come è stato ampiamente dimostrato, i trovatori costituivano la confraternita cavalleresca iniziatica dei Fedeli d’Amore. All’inizio erano cavalieri erranti, ma dalla metà del secolo XII si integrarono nei ranghi degli ordini monastico-cavallereschi, in particolare tra i templari e tra i rami derivati dall’ordine del Tempio.

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43. Novels of Love and the Holy Faith in Italy

Troubadours and Faithfuls of Love used to write sonnets, songs and ballads in rhyme. They communicated with each other in a hidden way, responding in kind (literally “responding in rhymes”). The answer was recognizable as it reproduced exactly the same pattern of rhymes of the received message. We report as an example, two well-known exchanges among Faithfuls of Love of the Florentine school of the thirteenth century

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43. I Romanzi d’Amore e la Fede Santa in Italia

I Trovatori-Fedeli d’Amore si erano dedicati a scrivere in rima sonetti, canzoni e ballate. Comunicavano tra loro in modo nascosto rispondendosi “per le rime”. La risposta era riconoscibile in quanto riproduceva con esattezza le medesime rime del messaggio ricevuto. Presentiamo come esempio due noti scambi rimati tra Fedeli d’Amore della scuola fiorentina del XIII secolo.

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44. Vita Nova, Dante’s "New Life" – I

Guido Guinizzelli was master (sskrt. guru) to a young Florentine aristocrat, Guido de’ Cavalcanti (1255-1300). Blessed with a strong personality, acute intelligence and wisdom, Cavalcanti succeeded Guido Guinizzelli in the magisterium (sskrt. gurutva). A group of young troubadours formed around him; among them there was Ser (Eng. Sir) Durante son of Alighiero degli Alisei, better known as Dante Alighieri (1265-1321). The latter soon became the most important rhymer and due to the perfection of his poetry, universal wisdom and elevate doctrine, he has to be acknowledged as the greatest exponent of the medieval Christian initiation.

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44. Dante: la Vita Nova – I

Guido Guinizzelli fu il maestro (sskrt. guru) di un giovanissimo aristocratico fiorentino, Guido de’ Cavalcanti (1255-1300). Personalità spiccata, di grande intelligenza e sapienza, il Cavalcanti succedette a Guido Guinizzelli nel magistero (sskrt. gurutva). Attorno a lui si radunò un gruppo di giovani cavalieri trovatori, tra cui Ser Durante di Alighiero degli Alisei, più noto come Dante Alighieri (1265-1321). Quest’ultimo divenne in breve il più importante rimatore che, per la perfezione della sua poesia, l’universale sapienza e l’elevatezza della sua dottrina, può essere riconosciuto come il massimo esponente dell’iniziazione cristiana medievale.

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45. Vita Nova, Dante’s “New Life” – II

Since no one had been able to explain his spiritual situation, Dante began pondering over the meaning of his swings of mood, so erratic and contradictory. With an introspective investigation, he lucidly described his persistently alternating shifts of attraction and repulsion for Beatrice-Holy Wisdom. With a burning desire, Love constantly drove him to meet his Dame.

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45. Dante: la Vita Nova – II

Poiché nessuno era stato in grado di spiegargli la sua situazione spirituale, Dante, a questo punto, s’interrogò sul significato dei suoi stati d’animo così alternanti e contraddittori. Con una indagine introspettiva, lucidamente riuscì a descrivere la continua successione di attrazione e repulsione per Beatrice-Santa Sapienza. Amore in continuazione lo spingeva con un ardente desiderio a incontrare la sua Donna.

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46. Dante’s Divine Comedy

At the end of The New Life, Dante declared that he had reached the “admirable vision”. That work is the account of his inner journey, starting from the initiatic rebirth to the ever higher inner experiences, cadenced by periods symbolically represented by the number nine, up to the actual realization of the level of perfect master. On the other hand, the “admirable vision” corresponds to the universalization of such individual perfection.

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46. Dante: la Divina Commedia

A conclusione della Vita Nova, Dante annunciava di aver raggiunto la “mirabile visione”. In quel libro aveva descritto la sua vicenda interiore, a partire dalla rinascita iniziatica alle esperienze interiori sempre più elevate, cadenzate da periodi rappresentati simbolicamente dal numero nove, fino alla realizzazione effettiva del grado di maestro perfetto. La “mirabile visione” corrisponde, invece, alla universalizzazione di questa perfezione individuale.

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