Śrī Śrī Svāmī Prabhuddhānanda Sarasvatī Mahārāja

Introduzione alla Māṇḍūkya Upaniṣad

1. Introduzione alla Māṇḍūkya Upaniṣad

Il Vedānta dice che anche se diventi calmo, poi di nuovo ritornerai inquieto. Diventare ha il suo opposto, cioè non-diventare. Se raggiungi un certo luogo, poi te ne andrai da lì, questo è il suo opposto. Se ottieni qualcosa, hai paura di perderla: anche la sicurezza comporta paura, perché si ha paura di perderla. Se vuoi diventare calmo ogni giorno, diventi calmo, ma alla fine della vita sarai allo stesso punto e non avrai fatto alcun progresso. Se ogni giorno diventi calmo, ciò vuol dire anche che ogni giorno sei non-calmo; non c’è alcuna crescita in conoscenza. Invece il Vedānta insegna a non cercare di diventare calmo, ma a capire che la propria natura è la stessa tranquillità. Ed è per questo che si brama la calma. Si desidera la pace perché è la propria natura, non c’è altra ragione.

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2. Introduzione alla Māṇḍūkya Upaniṣad

Bisogna capire cosa sono le correlazioni come quelle tra gli occhi e le forme, tra gli orecchi e il suono. Non li si consideri come due dettagli: gli occhi e le forme non sono due dettagli, sono un dominio di reciproca correlazione (sambandha). Se fossero due, entrambi sarebbero non esistenti, in quanto sarebbero reciprocamente dipendenti: gli occhi dipenderebbero dalle forme e le forme dagli occhi e la mutua dipendenza conduce a mutua non esistenza.

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